Sicurezza
Tares, la scoppola arriva a dicembre
Trenta centesimi in più al metro quadro. Si pagherà in tre rate: a maggio e settembre e poi il saldo a fine anno
PRATO. Scatta a dicembre la mini-stangata per famiglie e imprese sui rifiuti da più di 3 milioni di euro. Una famiglia monoreddito oppure un'azienda con centinaia di dipendenti e una produzione massiccia di rifiuti industriali poco cambia.
Tutto quello che importa alla Tares è un requisito: la superficie complessiva dell'immobile. La nuova tassa prevede un costo aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadro. Il meccanismo è quello della gabella. Raccoglie la vecchia Tia per l'igiene ambientale, che viene aggiornata con le soglie ancora da fissare da parte di Asm per il 2013. La Tares oltre alla nuova denominazione si porterà con sé un costo aggiuntivo per le famiglie. Benefici per nuclei familiari numerosi non ci sono come non esiste un'aliquota in proporzione ai redditi per renderla più equa. E soprattutto maneggiabile a livello locale. Perché il governo ha stabilito una maggiorazione uguale in ogni parte d'Italia e indipendentemente dalla condizione di reddito o ricchezza. Ai Comuni non resta che il compito degli esecutori. Prato non fa eccezione.
Così, ieri mattina è giunta in commissione bilancio la delibera della giunta Cenni per l'applicazione della Tares nel 2013. Per le famiglie pratesi in realtà l'aggravio non si sentirà in queste settimane e filerà via liscio fino alla fine dell'estate. Per la Tares la delibera prevede uno scorporo in tre rate: a maggio, a settembre e a dicembre. In prima battuta le famiglie e le imprese pagheranno entro il 31 maggio un acconto pari al primo semestre 2012.
Mediamente si tratta di sborsare circa 100 euro per le utenze domestiche e di 250-500 euro per un capannone ad uso produttivo. A settembre si comincerà ad avvertire il primo aggravio. La seconda rata verrà calcolata sui primi nove mesi, deducendo l'acconto precedente ma applicando la tariffa ex Tia aggiornata al 2013. Sarà a dicembre, però, che arriverà la vera e propria strizzata al contribuente. Dovrà pagare l'importo restante del quarto trimestre per il saldo della tariffa e in quello stesso momento la parte fissa di 30 centesimi per ogni metro quadro. Vale a dire realisticamente altri 15-30 euro per le famiglie (partendo dal presupposto di una grandezza media delle case compresa fra 50 e 100 mq) e 150-300 euro per le aziende con immobili con superifici inevitabilmente di 500-1000 mq. Questo solo per la parte nuova della tariffa. Quella, invece, strettamente connessa al servizio di gestione dei rifiuti deve essere ancora aggiornata con aumenti pronti a scattare per far fronte al volume di evasione o di insoluti. Si tratta di compensare decine di milioni di euro non riscossi negli anni dal Comune di Prato tramite la sua partecipata.
Complessivamente il gettito aggiuntivo sarà di 3,6 milioni secondo le stime di Asm da sommare ai 42 milioni di euro della tariffa d'igiene ambientale. Il beneficio per le casse comunali sarà pari a zero. Poiché questi milioni verranno usati per alimentare i trasferimenti statali verso il Comune. L'unica buona notizia per l'amministrazione è che non le toccherà più svolgere il ruolo spiacevole di esattore di un tributo statale. Questo viene incontro alle richieste di molti sindaci. La nuova soluzione riaggancia la responsabilità dei 30 centesimi in più al metro al governo nazionale.
Di conseguenza non verrà conteggiata nella bolletta di Asm e non verrà liquidata nei modelli precompilati per la vecchia Tia. I contribuenti dovranno pagarla utilizzando n un apposito F24.
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