Il Tirreno

Prato

Pd, senior frastornati i giovani si riposizionano

di Cristina Orsini

Come cambia il partito a Prato dopo lo sfascio romano: Giorgi, Mattei, Panerati tra coloro che stan sospesi. Barca piace a Tripodi, Bosi attratto dai “turchi”

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PRATO. Pd magmatico a Roma. Pd magmatico a Prato. Fase di riposizionamento spinta con obiettivi, spesso, ancora incerti. Vecchia guardia del partito e non solo orfana del binomio D’Alema-Bersani frastornata. E’ la maggioranza. Giovani, un po’ meno timorosi, che prendono partito. E lo motivano. Complessivamente, però, resta una gran confusione nella quale nessuno - senior e junior- è in grado di dire, almeno per ora, dove si andrà a parere.

Con un paio di certezze: la nascita a Prato del correntone di Pippo Civati con relativa pagina Facebook già attiva e il gruppo monolitico dei “renziani” dal quale non c’è stata, come è ovvio, alcuna defezione. Anzi.

Nel gioco del ricollocamento che accompagnerà, da qui al congresso, il periodo forse più difficile del Partito democratico, l’assenza del riferimento nazionale è avvertita, anche a Prato, soprattutto da quello che era l’establishment. Ambra Giorgi , vicepresidente della Provincia, ex Cgl, ha bisogno di chiarirsi le idee: «Di riflettere soprattutto - dice - e capire, fin dove è possibile, se esistono ancora dei punti fermi». Di stare a sinistra parla Daniele Panerati, ex vicepresidente della Provincia, ex presidente di Consiag, oggi imprenditore: «Fare delle scelte ora non credo sia possibile. Io sto la dove c’è il partito socialista europeo». Se il Pd si collocherà in quel’ambito Panerati ci sarà «ma non ho idea di chi potrà essere il traghettatore». Tra color che stan sospesi anche Fabrizio Mattei, consigliere regionale al secondo mandato, dimissionario per protesta contro i 101 “traditori” di Montecitorio, dagli incarichi di partito: «Siamo nel frullatore - è il giudizio - E’ di sicuro iniziata una partita ma non si sa ancora chi siano i giocatori in campo. Sia sul fronte correntizio interno al Pd sia sul fronte dei candidati al congresso. Di certo so una cosa - conclude - non voterò mai quel gruppo di vecchi leader che ha portato questo partito allo sfascio: D’Alema, piuttosto che Franceschini, Fioroni e anche Veltroni». Certo di restare dove sta e cioè nella fila dei “renziani” Massimo Carlesi.

Tra le nuove leve del partito che attendono ormai da tanto tempo, di potersi avvicinare alle prime file, le idee alla fine sono un po più chiare. Ne è esempio Simone Tripodi, capogruppo Pd alla circoscrizione Est, che non nasconde di essere attratto dalla linea un po’ più a sinistra di Fabrizio Barca. Partito preso anche per la new entry del Pd Marco Monzali che ha difatto aperto la campagna elettorale per Pippo Civati come segretario nazionale. Con Civati, attraverso il voto a Laura Puppato, anche Elisa Valdambrini, coordinatrice della Conferenza donne democratiche di Prato. Affezionato alla linea dei “Giovani Turchi” è l’ex dalemiano-bersaniano doc Gabriele Bosi mentre parla di «patto generazionale che superi correnti e nomi e che lavori per riconquistare il governo della la città» Lorenzo Rocchi, alle primarie referente dei comitati per Bersani. Attratti da Civati molti giovani della ex mozione Marino. Avanti, c’è posto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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