La manifestazione
I 7 dimissionari: «Nulla contro la segretaria»
«Nulla contro la segretaria Bugetti». Parola di dimissionario dalla segreteria Simone Mangani. Lui e altri sette (Maurizio Calussi, Angelo Formichella, Gabriele Alberti, Matteo Prussi, Franco...
«Nulla contro la segretaria Bugetti». Parola di dimissionario dalla segreteria Simone Mangani. Lui e altri sette (Maurizio Calussi, Angelo Formichella, Gabriele Alberti, Matteo Prussi, Franco Puggelli ed Elisa Valdambrini) hanno sbattuto la porta. Non in polemica - giurano - con la linea della segretaria provinciale ma per protestare contro la performance del Pd nazionale giudicata «inaccettabile». «Esiste un momento in cui le responsabilità verso gli iscritti superano il ruolo ricoperto negli organismi di partito». Queste le ragioni delle dimissioni. «I tre giorni di votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica hanno scritto - spiegano - la pagina più nera dalla nascita del Pd. In questa vicenda non ci riconosciamo e su di essa non possiamo tacere.
Abbiamo assistito a giochi di potere, colpi bassi e lotte fra correnti - aggiungono - che non ci appartengono. Condividiamo la delusione di tutti coloro che hanno delle forti aspettative nei confronti del nostro partito perché, col loro comportamento scorretto e irresponsabile, i dirigenti nazionali hanno tradito elettori, iscritti e tutti quei militanti e dirigenti locali che ogni giorno, onestamente e disinteressatamente, si impegnano sul territorio e ci mettono la faccia». Come è naturale le dimissioni dei 7 hanno avuto, nel partito, anche una lettura “altra”: un modo di sconfessare la linea-Bugetti, in fase congressuale già avviata.
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