Il Tirreno

Prato

«Devono marcire in galera Loro non meritano pietà»

di Pasquale Petrella
«Devono marcire in galera Loro non meritano pietà»

La soddisfazione delle sorelle della vittima per le tre misure cautelari Ma adesso sperano nella riabilitazione della figura del loro congiunto

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PRATO. «Se sono stati davvero loro, ci auguriamo che possano marcire in galera. Hanno infierito su mio fratello peggio delle bestie. Non meritano nessuna pietà, bisogna rinchiuderli in galera e buttare via la chiave».

Giuseppina Del Becaro, sorella di don Mario, non usa giri di parole per esprimere i propri sentimenti dopo aver saputo dell'arresto dei tre presunti assassini di suo fratello. «Io non ho avuto il coraggio di vedere il suo corpo ma mio fratello Edmondo, che lo ha fatto, mi ha detto di come lo hanno ridotto – continua la signora Giuseppina – Si sono comportati peggio delle bestie, non meritano pietà».

E con i presunti assassini assicurati alla Giustizia, la sorella Adriana, che vive a sua volta a Prato come Giuseppina, si aspetta un altro colpo di scena. «Siamo molto contenti dell'arresto degli assassini – spiega – Adesso speriamo che venga fuori anche la verità ma quella vera, non quella delle maldicenze. Siamo molto irritati per quella orribile notizia, falsa quanto la peste e che ha infangato la memoria di nostro fratello».

La signora Adriana si riferisce alle dichiarazioni di Hening Lover, lo zingaro di etnia sinti con residenza al campo nomadi di Prato, arrestato per estorsione nei confronti del parroco e che, in fase di interrogatorio e di dibattimento al processo, ha parlato di una presunta relazione omosessuale col parroco.

«E' facile infangare la memoria di una persona che non può difendersi perché è morta – dice la signora Giuseppina – Ci auguriamo che adesso con l'arresto degli assassini possa emergere la verità su chi e perché ha reso un inferno gli ultimi mesi di nostro fratello e, soprattutto, che venga cancellata quella orribile maldicenza che ne ha infangato la persona».

«Mio zio era un uomo solare, sempre allegro e di buonumore. Un uomo di compagnia fuori dagli schemi di un parroco tradizionale – racconta la nipote Serena – Non posso capacitarmi per quello che gli è accaduto. Ora non possiamo che essere contenti se sono stati arrestati i veri assassini».

«Mio zio non meritava di fare quella fine così orribile – continua la nipote – Da quando nostro padre è morto e noi eravamo dei bambini, lui ci ha sempre seguiti con molta cura. E' stato quasi un padre, un punto di riferimento importante. Quando ci serviva un consiglio o una parola di conforto era sempre pronto e disponibile. Ora voglio solo che i responsabili della sua orribile morte paghino. Mio zio era un uomo come ce ne sono pochi. Sempre disponibile e attento con tutti. Nessuno di noi poteva immaginare che potesse fare quella fine. Chi lo ha ucciso deve pagare».

Don Mario Del Becaro ha il fratello Edmondo che vive a Carmignano, le sorelle Giuseppina ed Adriana che vivono a Prato, il fratello Franco a San Piero a Ponti e il fratello Fernando a Secciano.

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