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Prato

Cristiano, guida dei giovani toscani

Cristiano, guida dei giovani toscani

Il pratese Reali è stato eletto per acclamazione presidente regionale degli imprenditori “junior” di Confartigianato

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PRATO. Cambio della guardia a capo del gruppo dei giovani imprenditori di Confartigianato Toscana. Il pratese Cristiano Reali, classe 1975, è il nuovo presidente. E’ stato eletto ieri dall’assemblea regionale per acclamazione succedendo al fiorentino Lorenzo Foglia. Da quattro anni alla guida del gruppo a livello provinciale, Reali, padre di tre figli e diplomato nell’industria meccanica, ha iniziato la sua esperienza nel 1996 con un’azienda vivaistica pratese dove comincia ad apprendere le nozioni base sulle tecniche di giardinaggio. Oggi è titolare di un’impresa, la Ecogreen, specializzata nella progettazione, realizzazione e manutenzione di giardini.

«Quello dei giovani imprenditori di Confartigianato Toscana è un gruppo molto affiatato – commenta il neo presidente – dove le gerarchie sono solo una formalità. Il mio ruolo sarà orientato a portare avanti un lavoro di squadra già avviato».

Presidente, quali sono gli obiettivi del suo mandato? «A livello associativo il primo obiettivo è quello di stimolare la partecipazione dei colleghi alla vita e alle iniziative del gruppo: per questo motivo intendo spostarmi nei singoli territori della regione per parlare coi giovani imprenditori, in special modo nelle zone dove si registra una partecipazione minore. Lo scopo è quello creare un nuovo gruppo di giovani imprenditori che possa garantire continuità nel tempo all’attività portata avanti finora dall’attuale squadra nell’ottica di un ricambio generazionale». In che modo intende riuscirci? «Metteremo in campo iniziative che mirano ad intercettare giovani della fascia di età compresa tra i venti e i trent’anni allo scopo di stimolarli all’imprenditorialità. L’idea è quella di mostrare loro l’esistenza di realtà, che nonostante l’attuale situazione economica, ce l’hanno fatta e riescono a sopravvivere. A questi giovani vogliamo riuscire a trasmettere entusiasmo, ottimismo e fiducia nel futuro». Non crede che i giovani imprenditori siano quelli che soffrono di più? «In generale molti giovani di oggi sono costretti a un precariato perenne senza potersi prefissare obiettivi futuri e programmare la propria vita in modo serio. La mia sensazione è che qualcosa stia cambiando proprio dai giovani imprenditori, i quali stanno rimettendo l’etica al centro del lavoro. C’è stato un cambio di mentalità che ha portato ad anteporre al profitto, che non sia inteso come gratificazione di un lavoro fatto rispettando determinati principi, valori come onestà e correttezza». Secondo lei, quali caratteristiche deve avere un giovane imprenditore? «La passione per il lavoro manuale è la caratteristica che da sempre contraddistingue un’attività artigianale: il saper fare è qualcosa che si può migliorare , ma dev’essere una competenza già acquisita prima di intraprendere una qualsiasi attività. La vera sfida del futuro, tuttavia, sta nel saper comunicare».

Barbara Burzi

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