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LA STORIA DELL’AZIENDA

22 anni tra fili, ordito e licci ecco l’incorsatura Soccorso

22 anni tra fili, ordito e licci ecco l’incorsatura Soccorso

PRATO. La prima macchina per incorsare (pratica che consiste nell’introdurre i fili di ordito nelle maglie dei licci per predisporre il telaio alla tessitura) costruita a Prato nel 1990, la tiene ben...

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PRATO. La prima macchina per incorsare (pratica che consiste nell’introdurre i fili di ordito nelle maglie dei licci per predisporre il telaio alla tessitura) costruita a Prato nel 1990, la tiene ben custodita in azienda, dove è ancora perfettamente funzionante, anche se ormai obsoleta. Pur essendoci molto affezionato, Soccorso Storti, imprenditore artigiano titolare dell’incorsatura Soccorso, si è detto più volte anche disposto a disfarsene per donare lo storico macchinario al Museo del tessuto a beneficio della collettività, ma per motivi di spazio l’offerta sarebbe stata declinata. Un gesto che la dice lunga sull’affetto che l’imprenditore, 47 anni, prova per Prato: «Credo che questa città avrebbe ancora molto da dare – commenta - ma finché ognuno va per conto suo non andremo da nessuna parte». «Ai colleghi propone una strategia da portare avanti con l’aiuto delle associazioni di categoria: “Occorre prima di tutto fare rete tra noi imprese e, perché no, una persona alla guida del sistema che intrattenga rapporti commerciali con i clienti – dice – se ciascuno di noi si muove per conto proprio rischiamo solo di farci del male a vicenda e di abbassare i prezzi sul mercato». Dopo sei anni di lavoro come dipendete presso un’orditura, dove Soccorso Storti ha imparato le tecniche di incorsatura con le prime macchine realizzate a Prato negli anni Novanta, nel ‘96 si è messo in proprio: l’Incorsatura Soccorso, con sede a Montemurlo e che oggi conta una decina di dipendenti. Ma presto arriva una nuova scommessa. «Nel ’98 decisi di affrontare un investimento importante, circa un miliardo di lire, per sostituire buona parte del parco macchine con una tecnologia più all’avanguardia per l’operazione di incorsatura – racconta – si tratta di un sistema più preciso, veloce e capace di lavorare su tessuti molti particolari». Con l’arrivo della crisi nel 2008, si è fatta sentire la necessità di riorganizzare l’azienda: «Siamo riusciti a superare quel momento – ricorda - ricorrendo alla cassa integrazione e riducendo il personale: i contratti a termine non sono stati rinnovati; il vero problema, tuttavia, non è stato il calo di lavoro, ma far fronte ai mancati pagamenti dei clienti» .

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