Sicurezza
Monzali (Sel) prende la tessera del Pd e “battezza” il correntone di Civati
Dopo il grande caos a Montecitorio iniziano i riposizionamenti: “Bisogna compattarsi, mantenendo i valori della sinistra senza vergogna, in vista della grande battaglia per il congresso. Manteniamo con forza il Pd dentro la famiglia del socialismo europeo”
PRATO. La riflessione - ha detto - è stata sofferta. Ma alla fine la decisione è stata presa. Marco Monzali, direttore di Radio Gas, la prima radio pratese solo on line, da sempre molto attivo a sinistra, negli ultimi anni attivista convinto di Sel, ha preso la tessera del Pd. Nemmeno un'ora fa. A consegnargliela il giovane capogruppo democratico della circoscrizione centro Gabriele Bosi.
Una decisione presa dopo il grande caos di Montecitorio. "Credo sia arrivato il momento - spiega Monzali - di ricompattarsi a sinistra proprio in vista della grande battaglia che si profila per il congresso. E scegliendo una persona che riesca a declinare i valori della sinistra senza vergogna, con forza e mantenendo il partito dentro la famiglia del socialismo europeo". L'unica forza politica - secondo Monzali - che può garantire rappresentatività, elettori, partecipazione "e non solo testimonianza" per Monzali "è il Partito democratico" e dentro quel contenitore bisogna entrare. Con un obiettivo preciso, però, appoggiare la candidatura congressuale di Pippo Civati, leader emergente Pd, un po' meno a sinistra del ministro Fabrizio Barca, l'uomo mandato a cercare un'intesa in Parlamento con il Movimento 5 Stelle, l'unico ad avere affidato a un tweet la decisione di non votare Giorgio Napolitano.
Con Marco Monzali quindi parte il correntone "civatiano" di Prato che rischia di essere molto attrattivo. Lunedì 22 aprile, per esempio, è comparsa una pagine Fabebook aperta da "Prossima Prato" un movimento nuovo di sostegno a Civati che ha già 62 "like" e nel quale si eplicita che: "Siamo un gruppo di persone che non minaccia di andarsene ma minaccia di restare Vogliono Giuseppe Civati segretario nazionale Pd".
E Monzali resta, appunto. Vede come indispensabile un'alleanza anche territoriale con Sel e giudica controproducente una scissione. La sua è una chiamata all'unità diretta a tutte le forze della sinistra pratese rimaste orfane in questi mesi turbolenti: da Idv a Rivoluzione civile "perché -spiega - è il momento ricompattarsi per salvare l'identità della sinistra".
Ma non in un ottica anti-renziana. "Non sono contro anti renziano, sono a-renziano, cioè un non renziano che però gli riconosce dei meriti. Non credo sia destra, ha un forte carisma e l'ambizione è legittima. Come Civati, d'altro canto, che è un po' il Renzi della sinistra".
Nella piattaforma programmatica dei "civatiani" di Prato, declinata da Monzali, un interlocutore privilegiato resta l'elettorato del Movimento 5 Stelle. "Non i leader politici, la base - dice - con la quale condividiamo molto: dai valori, alla necessità di moralizzare la politica, all'attenzione all'ambiente".
Dal congresso "che ci sarà presto"dice Monzali alla "madre" di tutte le battaglie: quella per il sindaco che è sempre più vicina.
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