Attenzione
Bugetti sulla crisi del Pd «Non lascio la nave, non sono uno Schettino qualunque»
La segretaria del Pd Bugetti invita i suoi a un nuovo gesto di nobilità. «I nostri elettori sono disorientati e lo sono anch’io ma lavoriamo insieme al di fuori di ogni logica di corrente. Anch’io avrei dovuto dimettermi ma il senso di responsabilità non me lo permette
PRATO. «Ho creduto e credo ancora nel progetto del Partito Democratico. Credo nella nostra base, nella passione dei volontari, nell'impegno dei militanti e nel buon governo dei nostri amministratori. Sono convinta allo stesso tempo che l' intero gruppo dirigente nazionale abbia fallito», interviene sulla situazione politica anche la segretaria provinciale del Pd Ilaria Bugetti. «Quel gruppo dirigente che ho sostenuto con convinzione, senza chiedere nulla in cambio, e che non è stato capace di superare le solite divisioni per correnti. Quando gli interessi personali prevalgono sugli interessi generali c'è molto da correggere, come la mia esperienza di sindaco mi ha insegnato. Non so se, come dice qualcuno, i traditori ce li ritroveremo come ministri, preferisco non immaginarlo».
«Il mio ruolo mi imporrebbe senso di responsabilità e fedeltà alla linea, ma non lo trovo giusto. Sono giorni che cerco di calmare le acque, che non rispondo alle provocazioni, che tento ancora di fare mediazione per gli interessi della "ditta".Ora però il mio senso etico e la mia moralità non me lo permettono più. E la fiducia, quella fiducia che per me rimane presupposto fondamentale per l'attività politica, si è esaurita. Si è esaurita di fronte alla slealtà di 101 parlamentari, non mi interessa se vicini o lontani - per me ogni deputato del Pd è un rappresentante del nostro popolo - che poche ore dopo aver acclamato la proposta di Romano Prodi come candidato alla Presidenza della Repubblica non hanno esitato a bocciarlo nascondendosi dietro la segretezza del voto. Fermo restando la gratitudine per la disponibilità dimostrata dal Presidente Napolitano che non ha esitato ad accettare di continuare a guidare il Paese in un momento così difficile.
«La politica dei tatticismi non mi è mai appartenuta, e non mi appartiene. Il nostro elettorato è disorientato, anche io lo sono, e non posso fare finta di niente e proseguire come se nulla fosse successo. Ho riflettuto molto negli ultimi giorni, mi sono confrontata negli organismi di partito e nei luoghi deputati, ed ho visto intorno a me un'aria di rassegnazione, di sconforto, di paura per il futuro del nostro partito.Come gesto estremo di protesta avevo anche pensato di farmi da parte e rassegnare le dimissioni da segretario provinciale con il pretesto di dovermi dedicare alla fine del mio mandato da sindaco diCantagallo, impegnata come sono nel tentativo di riorganizzazione istituzionale del nostro territorio». «Non sono uno "Schettino" qualunque e per questo non abbandono la nave e il timone,sono sempre stata abituata a combattere e ho intenzione di continuare a farlo.
Il congresso per l'elezione del nuovo segretario è talmente prossimo, la fase politica è talmente delicata che mi impone di terminare la mia esperienza da segretaria consegnando alla città il frutto del nostro lavoro, un lavoro a volte poco conosciuto, ma svolto sempre nell'interesse del bene comune.
Per questo avvierò un confronto franco e leale con i circoli e con la base, per raccogliere spunti e suggerimenti e per mettere in pratica concretamente quella modalità di coinvolgimento che tanto è mancata a livello nazionale. Ci avviamo verso l'estate e il tempo dei caminetti è finito
Ecco perché chiederò a tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni locali, agli iscritti, ai militanti, ai nostri elettori, ai simpatizzanti, a tutti coloro che hanno competenze e talenti, di dedicare al bene comune un ulteriore e nobile gesto di generosità e di disponibilità, al di fuori di ogni logica di corrente, di appartenenza e al di fuori di ogni tatticismo e di posizionamento. Questo per fare in modo di realizzare quell'obiettivo che mi era stato affidato dagli iscritti, riconquistare il governo della città di Prato. Prato deve essere riconquistata con tanti "noi" e meno "io"».
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