Sicurezza
La Finanza controlla i conti del Maliseti
Campanello d’allarme per le società di calcio dilettanti: accertamenti sulle sponsorizzazioni e sull’attività delle pizzerie
PRATO. Da qualche settimana la guardia di finanza si è installata nella sede del Maliseti calcio, in via Caduti senza Croce, dove è in corso un’accurata verifica fiscale, e per molte società di calcio dilettanti è un campanello d’allarme.
Che cosa cercano (e soprattutto che cosa hanno trovato) i finanzieri? Due le ipotesi sulle quali si sta lavorando. La prima riguarda le sponsorizzazioni gonfiate, antico male dello sport dilettantistico a caccia di fondi per sostenere la propria attività. La seconda è legata all’uso che le società fanno delle pizzerie annesse alle sedi, che rappresentano una delle principali, se non la più importante fonte di guadagno per le società stesse.
E dunque i finanzieri della Compagnia delle Fiamme gialle stanno verificando se siano state proposte e accettate sponsorizzazioni non conformi alla normativa e se l’attività della pizzeria sia anche questa in regola. Qualche riscontro alle ipotesi sarebbe stato trovato, ma non ci sono conferme ufficiali. Su questi accertamenti dal Comando provinciale di via Ferrucci si mantiene il più assoluto riserbo, perché l’attività è ancora in corso, ma in questi giorni la voce si è sparsa nell’ambiente del calcio dilettanti ed è scattata l’allerta.
Preoccupazioni fondate, perché il Maliseti calcio potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di società sportive che verranno passate al setaccio dai finanzieri. E le stesse contestazioni mosse ora al Maliseti potrebbero essere mosse ad altri.
La questione delle pizzerie è la più spinosa. E sarebbe proprio a causa delle pizzerie che si è mossa la guardia di finanza. Tra i ristoratori non legati al mondo dello sport, infatti, monta da tempo una sempre più forte irritazione verso le attività annesse alle società dilettantistiche. Si parla senza mezzi termini di concorrenza sleale, perché spesso le pizzerie delle società godono di agevolazioni fiscali che agli altri sono negate. In qualche caso occupano personale che viene fatto passare per volontario, talvolta non hanno il registratore di cassa, non hanno la partita Iva e i registri contabili. E ovviamente fanno prezzi molto concorrenziali. Dunque ogni cliente che va da loro, dicono gli altri, è un cliente in meno per le pizzerie “normali”. Per mettersi in regola, le pizzerie delle società dovrebbero dotarsi di registratore di cassa, registri contabili, partita Iva, licenza di somministrazione alimenti e pagare i contributi ai dipendenti.
Il versante delle sponsorizzazioni gonfiate è lo stesso che 10 anni fa portò la Finanza a perquisire la sede del Prato calcio a cinque, allora sponsorizzato dalla Furpile e fresco di scudetto. Il sistema era ed è molto semplice: l’azienda concede una sponsorizzazione di 10.000 euro in cambio di una fattura di pari importo, ma recupera l’esborso facendosi restituire a nero metà del contante e portando a detrazione la fattura per l’intero importo. All’epoca si ipotizzarono false fatture per 561.000 euro, oltre a 112.000 euro di mancati versamenti Iva. Rispetto a quei tempi potrebbe essere cambiata solo una cosa: prima si era così disinvolti che non ci si prendeva nemmeno la briga di esporre i cartelli pubblicitari delle sponsorizzazioni gonfiate. Ora i cartelli ci sono.
Paolo Nencioni
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