Il Tirreno

Prato

Sciopero dei bancari della BpVi «Mai visto un clima così brutto»

di Pasquale Petrella

Per Diego Viti (Cgil Fisac) la banca ha avuto un utile di oltre cento milioni di euro, ma non pagherà il premio di produttività ai dipendenti. Si prospetta un giro di vite nei confronti dei part time

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PRATO. «C’è stata finora una completa chiusura da parte dell’azienda che ha avuto nei nostri confronti un atteggiamento arrogante e provocatorio. C’è un clima come mai visto prima, ecco perché abbiamo indetto uno sciopero generale per domani. Uno sciopero che coinvolgerà tutte le agenzie della Banca popolare di Vicenza presenti sul territorio nazionale». A dichiararlo è Diego Viti, segretario generale provinciale della Fisac Cgil ma che coinvolge anche le altre sigle sindacali come la Dircredito Fo, la Fiba Cisl e l’Ugl Credito.

Tre i temi sui quali i sindacati avevano chiesto un confronto con l’azienda e sui quali, secondo i sindacati dei dipendenti, non ci sarebbe stata alcuna apertura. Il primo punto è di natura economica e riguarda il premio di produttività pe ril 2012. «L’azienda ha avuto più di cento milioni di utili che distribuirà fra i soci - continua Diego Viti - Ma ha deciso che non ci sono i presupposti per riconoscere il premio di produttività per i dipendenti. Durante i tre giorni di trattativa l’unica controproposta su questo argomento è stata quella di dare 500 euro in acconto per il 2013 ma a condizione di modificare il contratto con una maggior flessibilità sulla mobilità dei dipendenti facendo passare da 35 a 70 i chilometri per i loro trasferimenti non concordati e da 100 a 150 km per i quadri. Condizione che non potevamo assolutamente accettare». Il secondo punto è di carattere sociale e riguarda i contratti part time, sui quali l’azienda avrebbe fatto un giro di vite. «In pratica l’azienda anzichè rispettare la quota del 10% dei dipendenti da destinare ai questo tipo di contratto, vorrebbe concederlo solo nelle situazioni dove lo ritiene possibile a sua discrezione. Ed anche su questo non possiamo essere d’accordo». Il terzo aspetto è di carattere etico. «Le pressioni commerciali vanno assolutamente allentate - continua Viti - Solo così si possono mettere i dipndenti in condizione di risepttare le normative in tema di investimetni e di tutelare la clientela da politiche finanziarie aggressive».

Infine il sindacalista da una parte si dice preoccupato per le ultime voci che circolano fra i bancari circa pesanti pressioni da parte dell’azienda affinchè non partecipino allo sciopero, e dall’altra spera che l’azienda torni al tavolo della trattativa con una maggior edisponibilità. «Abbiamo fatto quasi una trentina di assemblee dei dipendenti su tutto il territorio avendo la partecipazione di oltre 1500 dipendenti (su un totale di 5500 ndr) ed abbiamo avuto mandato, qualora non si fosse giunto ad un accordo di indire uno sciopero prima dell’assemblea degli azionisti prevista per sabato prossimo. Ci auguriamo che l’azienda trovi il tempo per tornare al tavolo prima allora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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