Sicurezza
La triste giornata del Record store day per i fans delusi
In città non ci sono più negozi che vendono dischi Gli appassionati sono costretti a comprarli su internet
PRATO. C'era una volta il negozio di dischi ed ora non c'è più: a Prato, il Record store day 2013 è passato decisamente inosservato. Ovvio: nessun negozio di dischi, niente da festeggiare.
Il Record store day nasce nel 2009 come grido d'allarme: i negozi di dischi indipendenti stanno sparendo, di questo passo saranno estinti a breve e, a quel punto, i musicofili dove andranno a cercare ciò di cui hanno bisogno?
L'ultimo Record store day che Prato abbia visto si è svolto nella Casa Musicale Niccoli il 18 aprile 2009: in quell'occasione i No Remorse, gruppo metal pratese, si sono esibiti in un unplugged in una delle sale posteriori del negozio, preceduti da Riccardo Onori e i Blazing Star.
Il Niccoli è chiuso dopo 85 anni di onorato servizio, continuando a vendere su internet il suo enorme archivio e Prato è rimasta senza nemmeno un negozio di dischi: «Per tenere aperto un negozio di dischi, ora come ora, servono idee forti - dice Lorenzo Tempestini, giornalista di Pratosfera - ora che i vinili sono tornati di moda il futuro appartiene agli mp3 e ai vinili stessi, in quanto oggetto da collezione: è probabile che i cd abbiano vita breve». Per Prato la situazione non è diversa: «Ci vorrebbe qualcuno che abbia voglia di mettersi in gioco - continua Tempestini - un locale con annessa vendita di dischi: certo, dal Niccoli si andava volentieri perché sapevi che se volevi una stampa dei Diaframma del 1982 l'avresti trovata». Mancanza avvertita anche da Giorgio, assiduo frequentatore del Niccoli da diversi anni: «Per chi ama la musica e i nostalgici del vinile e del fruscio, gente che ha in casa un giradischi Thorens con una testina Shure, è una delusione profonda camminare per il centro storico e non trovare nemmeno un negozio di dischi - dice - era bello andare dal Niccoli e scoprire sempre qualcosa di nuovo, o di vecchio».
I problemi per i musicofili non sono solo di tipo nostalgico: «Nei negozi di elettronica rimasti è difficile trovare un disco - dice Jonathan, 28 anni - ci sono solo nuove uscite e grandi nomi. Sono diventato un grande compratore su internet per questo motivo. Manca un pò il gusto di poter rovistare fra i dischi: la rete permette di comprare dischi in formato mp3, ma la soddisfazione di tenere in mano un cd o un vinile è diversa».
Disagio avvertito anche da Marco Monzali, direttore di RadioGas: «L'assenza di negozi di dischi in città è una tragedia - spiega - ci sono solo alcune catene di librerie con qualche cd, limitato ai blockbuster. Non so quale sia la situazione nelle altre città, ma temo che sia una questione generale e irreversibile nata dalla crisi del cd: il formato mp3 ha ammazzato il cd, e di conseguenza i negozi di dischi. E' una conseguenza della politica folle delle grandi case discografiche, che hanno messo grandi album in vendita prima in mp3, poi in cd. La chiusura dei negozi di dischi è una perdita culturale enorme: il Niccoli non era solo un negozio, era un punto di ritrovo per la città. Senza nulla togliere al Piumi, fa più male vedere che un negozio ha preso il suo posto, che vederlo chiuso: per un amante della musica è un dolore fisico».
Le difficoltà di reperire musica per una radio non si fermano qui: «A Prato non ci sono negozi, quindi è dura comprare dischi. Le novità sono reperibili su internet, ma un esposto fatto da un giudice ha bloccato tutti i siti di file sharing in rete, dopo una segnalazione causata da un cartone animato francese. Itunes è ancora aperto, ma ha un catalogo quasi solo pop: cercare qualcosa di più particolare è praticamente impossibile. Fra l'assenza di un negozio di dischi e la rete bloccata, siamo praticamente fermi».
E chissà che, dopo questa denuncia pubblica sulla mancanza di un negozio di dischi in città e gli appelli ad una riapertura, non ci sia qualcuno che voglia fare una scommessa e aprire un negozio di questo genere magari di nuovo in centro, come lo era il Niccoli.
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