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Rapine in banca, cinque arresti nel Pratese

Rapine in banca, cinque arresti nel Pratese

La banda è ritenuta responsabile di almeno una rapina in città e di un’altra a Firenze. I componenti sono tutti residenti in zona

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Associazione a delinquere finalizzata a commettere rapine e furti ai danni di banche, uffici postali e aziende toscane, in particolare nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. Questa l'accusa che ha portato all'arresto da parte della squadra mobile fiorentina, in esecuzione di misura cautelare in carcere, di cinque persone, tra cui quattro italiani di età compresa tra i 41 e i 55 anni e un albanese di 38 anni, tutti residenti nel pratese. Secondo quanto emerso, la banda, sarebbe responsabile di almeno due rapine in banca, una a Firenze e una nel pratese, e di un furto in una ditta di slot machine nel pistoiese, messi a segno a partire dal maggio del 2012.

Le indagini sono partite a seguito di una rapina messa a segno il 16 maggio 2012 nella zona di Peretola, a Firenze, in una filiale della Cassa di Risparmio: tre uomini armati di coltello portarono via 8.648 euro, poi fuggirono a bordo di una vettura, una Fiat Panda, poi identificata dagli investigatori e tenuta sotto controllo grazie all’installazione di un sistema gps, insieme ad un’altra vettura usata per i colpi, una Citroen.

Per gli inquirenti il gruppo, che disponeva anche di pistole, sarebbe responsabile di un’altra rapina, messa a segno il 6 giugno 2012 nell’ufficio postale di Tavola, bottino 1.157 euro; di un furto in una ditta di noleggio di slot machine a Massa e Cozzile (Pistoia), il 28 giugno 2012, in cui i malviventi portarono via oltre 40.000 euro in contanti, e di numerosi tentativi di rapina in banca a Firenze e nel Pratese, alcuni sfumati per la presenza di una guardia giurata all’interno, chiamata nel gergo del gruppo «il dito».

Il 15 giugno scorso la banda tentò un colpo nella filiale della banca Bnl di via Gioberti, a Firenze. Uno dei rapinatori, sentendosi osservato, scappò quando era già dentro l’istituto, lasciando a terra una busta con guanti e cappello per il colpo. I componenti della banda vivevano dei proventi di furti e rapine e giravano in auto per individuare potenziali obiettivi, parlando dei bottini fatti: «e quanto ne avete acchiappato qua?» chiede uno di loro passando in auto davanti a una banca. «I soldi li hai presi tu o lui?» continua «Te l’ho detto che c’era la guardia, - dice un altro commentando un colpo sfumato - di solito alla Banca Toscana e alla Cassa di Risparmio ce l’hanno».

In manette sono finiti il capo del gruppo, Salvatore Anania, 41 anni, nato in provincia di Catanzaro, e gli esecutori materiali dei colpi: Eduart Bilalaj, albanese di 38 anni, detto ’Lupin’, Vincenzo Gravina, 53 anni originario della Basilicata (questi già detenuti per altri motivi), Sauro Scaccioni, 41 anni, nato a Catanzaro, Giuseppe Lagonigro, cinquantatreenne pugliese. Anania, secondo quanto emerso, decideva gli obiettivi da rapinare, dividendo anche i compiti tra i vari membri del gruppo, che riuniva in un cantiere edile a Tavola (Prato).

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