Il Tirreno

Prato

«Casi in aumento e poche soluzioni»

di Maria Lardara
«Casi in aumento e poche soluzioni»

L’assessore alla Salute Dante Mondanelli ha nove situazioni da risolvere con estrema urgenza e con scarsi mezzi

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PRATO. La malattia che non t’aspetti, l’Alzheimer. Il familiare che si ammala, l’odissea dei figli o dei coniugi che bussano alla porta del pubblico. Dall'Asl o dal Comune cercano una risposta che possa alleviare il loro dramma consumato nelle quattro mura domestiche. A Prato esiste un gioiello dell’assistenza socio-sanitaria per chi soffre di Alzheimer ed è la struttura a Narnali (Rsa e centro diurno per un totale di 54 posti) del consorzio Astir a gestione mista con l'Asl 4. «Ma a parte questa realtà, mancano moduli speciali e i numeri delle famiglie che chiedono aiuto sono in crescita - fa sapere l'assessore alla Salute Dante Mondanelli - Riusciamo a coprire le richieste con gli inserimenti “di sollievo” per i malati nelle Rsa. Richieste che aumentano soprattutto nella stagione estiva». La fotografia scattata dall’assessore conta oggi a Prato circa 600 persone affette da Alzheimer ricoverate nelle residenze sanitarie assistenziali, cui si aggiungono altri 80 malati inseriti nei centri diurni (in tutto nove strutture disponibili a Prato e provincia). Non si ferma mai la macchina dell’assistenza, soprattutto se c’è sempre un’urgenza dietro l’angolo. E in questo momento la priorità per l’assessorato è inserire nove casi da codice rosso.

«Per la verità - fa notare Mondanelli - la gestione di questa malattia dovrebbe richiedere interventi più di tipo sanitario che sociale: a Prato mancano quote sanitarie per poter erogare servizi ulteriori alle famiglie. Cerchiamo di compensare con ricoveri di sollievo per periodi brevi, dando risposte con l’assistenza domiciliare e i contributi per le badanti». Le liste d’attesa per entrare nelle Rsa spesso rappresentano uno scoglio per le famiglie, nonostante qui scorrano più velocemente che negli altri capoluoghi. Il mantenimento del singolo malato nelle strutture è a carico in parte del Comune e in parte delle famiglie, secondo quote di compartecipazione legate alla situazione economica e alla gravità del caso. Un’altra ancora di salvezza è data dai contributi di cura per le badanti, erogati dall’amministrazione con una cadenza trimestrale per anziani non autosufficienti (non necessariamente con l'Alzheimer). Oggi sono 250 le famiglie di Prato e provincia che ricorrono a questo tipo di strumento, mentre i servizi di assistenza domiciliare (a Prato è a carico del Comune, nelle altre realtà della provincia a carico dell’Asl) interessano circa 300 famiglie. «Complessivamente, sul capitolo della non autosufficienza la Regione ci ha assicurato lo stesso stanziamento del 2012 di 2 milioni e mezzo – afferma il direttore della Società della salute Riccardo Poli - La situazione dell’Alzheimer ci preoccupa anche perché assistiamo a un impoverimento progressivo delle famiglie»

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