Al circolo Grassi la sede dell’associazione Aima di volontari
Se l’unione fa la forza, lo è ancora più vero per le famiglie che convivono con l’esperienza di un parente malato di Alzheimer. Ed è una rete di volontari specializzati quella che si sta formando...
Se l’unione fa la forza, lo è ancora più vero per le famiglie che convivono con l’esperienza di un parente malato di Alzheimer.
Ed è una rete di volontari specializzati quella che si sta formando intorno alla sezione pratese dell’Aima (associazione italiana della malattia dell’Alzheimer: l’indirizzo di posta elettronica è aimaprato@gmail.com) avente sede al circolo “Renzo Grassi” di Narnali, cui fa riferimento per il momento una cinquantina di famiglie.
«Ma il numero è in costante aumento grazie al passaparola», fa sapere la presidente Iolanda Stabile che sta fermamente portando avanti un percorso di formazione dei volontari dell’Aima in collaborazione con psicologi, geriatri, assistenti sociali e altre figure di professionisti. E l’obiettivo è aprire in città entro la fine dell’anno, nell'attuale sede, un vero e proprio centro d’ascolto per sostenere i familiari e aiutare i malati a mantenere le funzioni residue.
«Anche perché - fa notare Iolanda Stabile - la persona affetta dal morbo di Alzheimer va trattata e seguita con le giuste indicazioni, a partire dalla creazione di un ambiente congeniale alle sue caratteristiche. Il nostro compito di operatori volontari, senza voler sostituirsi in nessun modo alle strutture socio-sanitarie presenti sul territorio, è quello di spiegare alle famiglie come gestire al meglio la malattia, evitando il concetto che il paziente debba essere solo accudito». Infine, l’auspicio della presidente dell’Aima è che sul territorio possano sorgere altre realtà di eccellenza come il centro diurno di Narnali, specializzato in questa patologia (m.l.)
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