Il dolore
Un condominio ad hoc per genitori separati
E’ il progetto presentato in Regione. Sarà realizzato nella frazione di Cafaggio Ci sono 5 appartamenti e locali comuni come la cucina e una sala polivalente
PRATO. Un condominio per genitori separati. Per sentirsi meno soli e meno abbandonati anche se la situazione è difficile.
E’ il progetto che l’Epp ha presentato alla Regione in un bando sulle abitazioni solidali. Una palazzina con cinque appartamenti di piccole dimensioni e con alcuni servizi in comune in modo da creare rapporti di amicizia tra i condomini.
«Il progetto - spiega l’ingegnere Giulia Bordina dell’Epp - prevede un condominio a Cafaggio. All’interno sono previsti spazi comuni come sale polivalenti dove ritrovarsi e una cucina dove preparare da mangiare tutti insieme. Gli appartamenti invece non sono di grandi dimensioni: sono modulari e adatti a due persone. Un padre o una madre con un figlio. Ovviamente garantiscono la possibilità di spazi indipendenti».
Il costo del condominio sarà complessivamente, compresi anche gli oneri di urbanizzazione, di 810mila euro mentre non si sa ancora come - in caso di approvazione del progetto - verranno assegnati.
«Nelle scorse settimane - spiega l’ingegner Bordina - si è formata la commissione tecnica che ha cominciato a valutare i progetti che dovevano avere cratteristiche di ecosostenibilità e legati a un progetto preciso: per questo abbiamo pensato agli appartamento per genitori single. Quando avremo il via libera dalla Regione, se il progetto piacerà, l’ufficio casa potrà cominciare a pensare al criterio di assegnazione: se si tratterà di case per l’emergenza abitativa, se invece saranno affitti un po’ più lunghi e se serviranno graduatorie apposite».
La situzione del resto è drammatica. «Vedo un genitore separato al giorno. Di solito un padre», interviene l’assessore ai servizi sociali Dante Mondanelli che poi ricalibra l’intervento. «Uno al giorno lo dico non perché sia il dato esatto ma per mettere in evidenza quanto siano frequenti i genitori che si separano e che si trovano in estrema difficoltà. Io mi trovo spessissimo davanti persone che avevano una vita serena e che si trovano senza casa, con gli alimenti da pagare e quindi con l’impossibilità di permettersi anche un affitto e magari con problemi gravi di lavoro. Sono davvero i nuovi poveri e sono sempre di più».
Dare delle risposte non è semplice. «Attualmente chi non sa dove andare lo mandiamo a Casa Betania, una casa famiglia allestita dalla Caritas e dove ci sono solo situazioni di questo tipo in modo che si possano confrontare tra loro e si riducono le situazioni di forte depressione. Noi paghiamo l’alloggio e la Caritas gestisce il luogo con risultati buoni prorpio perché è una situazione abitativa con persone con le stesse difficoltà».
Poi Danta Mondanelli fa riferimento al progetto delle case popolari.
«Ci speriamo molto perché questo progetto pilota ci aiuterebbe molto ad aiutare meglio queste persone».
Ilenia Reali
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