Attenzione
Lasciata dal compagno ha tentato il suicidio. "Ero rimasta sola e senza soldi"
Rosa si era gettata nel Bisenzio a Prato. Salvata da due poliziotti racconta la sua disperazione: "Sono rimasta con appena 200 euro al mese"
PRATO. Qualche settimana fa ha scritto una lettera ai suoi figli ed è andata a Santa Lucia. Ha chiuso gli occhi e si è lasciata andare. «Non capivo più niente, avevo la testa piena. Sapevo solo che non ne potevo più», Rosa Calabrese ripensa a quelli che dovevano essere gli ultimi attimi della sua vita se due poliziotti, che l’avevano rintracciata grazie alla cellula della telefonia mobile su segnalazione di uno dei suoi ragazzi, non l’avessero salvata.Rosa aveva già detto basta. Aveva già sul corpo le acque gelide del Bisenzio.
Pochi mesi fa la donna è stata lasciata dopo 17 anni dal compagno. Una scelta comprensibile dovuta alla difficoltà di rapporti con i figli di lei, tornati in casa dalla madre ormai grani e disoccupati ma impossibile da sostenere economicamente per la donna.«Dall’oggi a domani - racconta Rosa - mi sono trovata senza più niente. Certo, prima non navigavamo nell’ora ma c’era lo stipendio del mio compagno e una casa in affitto dove abitare. Poi mi sono trovata con 200 euro al mese, quelle che guadagno io andando a fare le pulizie una volta a settimana in una famiglia».
I primi mesi uno dei suoi figli lavorava e quindi è riuscita a pagare l’affitto aggiungendo qualche notte di assistenza fatta ad anziani all’ospedale, poi al figlio non hanno rinnovato il contratto. Da due mesi non paga il proprietario e il contratto, che era intestato al compagno, è stato disdetto. E deve andarsene. Ma come? Con quali soldi?
Uno dei figli è tornato dal padre, gli altri sono con lei ma nessuno riesce a ritrovare un lavoro che consenta alla famiglia non di vivere ma di sopravvivere. «Ho chiesto un incontro al sindaco e nell’ufficio mi hanno indirizzato ai servizi sociali che, voglio sottolineare ho utilizzato solo una volta quando mi separai dal padre dei ragazzi per un periodo breve. Ma non potevo farcela».
Ed ecco che in preda alla disperazione ho pensato che fosse tutto inutile. «Oggi ringrazio i due poliziotti che mi hanno salvato e ho capito che ho sbagliato. Ma quando si sente dire che chi vuol suicidarsi è talmente convinto che smette di ragionare beh, posso confermarlo».
I problemi però restano. Rosa e i suoi figli non hanno un lavoro e presto non avranno neppure un tetto sopra la testa. «Il proprietario ha ragione - conclude - come può rifarmi un contratto se sono in arretrato e non sono minimamente in condizione di pagare. Lui ha una casa e ha bisogno dei soldi dell’affitto. Ma io cosa posso fare? Se non raccontare questa mia enorme disperazione sperando in un lavoro per me o, almeno, per uno dei miei ragazzi».
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