Il dolore
Ecco le Aggregazioni dei medici generici
Si tratta di una sorta di grandi ambulatori che coinvolgeranno 178 dottori di famiglia e saranno aperti dalle 8 alle 20
PRATO. La loro nascita si può considerare come l’ultimo atto della direzione di Bruno Cravedi nel recepire le direttive regionali conseguenti al decreto Balduzzi. Prima ancora che si tagli il nastro del nuovo ospedale, un’altra rivoluzione scatterà nei prossimi mesi per la sanità pratese e, in particolare, la medicina generale pratese.
Si chiamano Aft – acronimo di Aggregazioni funzionali territoriali - e saranno una sorta di grandi ambulatori presidiati da medici di famiglia, guardie mediche e, in prospettiva, anche specialisti. Il punto di forza sarà l’orario di apertura dalle 8 alle 20 e, a regime, diventeranno operative nel gennaio 2015.
«Intanto poniamo un mattone nello sviluppo dell’assistenza sanitaria primaria – spiega il direttore generale Bruno Cravedi -le Aft segnano un momento di svolta rispetto al modello della medicina di gruppo che a Prato ha avuto il suo avvento nel 2004». Ma le Aft sono destinate a superare la logica della medicina di gruppo, quella in base alla quale se il proprio medico di famiglia (178 in tutto a Prato e provincia, per un totale di 213.229 assistiti) non è disponibile un collega è in grado di sostituirlo e accedere alla cartella clinica del paziente che ha bisogno (secondo i normali orari di ambulatorio). Questa è la situazione odierna. Di questi 178 medici quasi l’80% sono organizzati in 25 medicine di gruppo, di cui usufruisce quasi l’84% degli assistiti.
Aft in numeri. I 178 medici di famiglia lavoreranno all’interno di otto aggregazioni, sei dislocate sul territorio di Prato (una è comprensiva di Montemurlo), una nella Val Bisenzio e una nei comuni medicei. «Alle medicine di gruppo già esistenti andremo ad aggregare anche le guardie mediche, una figura di coordinatore e gli specialisti della diagnostica nell’ottica di una continuità assistenziale», annuncia Cravedi. Così gradualmente sparirà la figura della guardia medica che sarà riassorbita dalle Aft. E se uno si sente male dopo le 24? La risposta alle urgenze sarà affidata al 118. «Faremo in modo che il territorio non venga sguarnito delle postazioni di ambulanza medicalizzata - aggiunge Luigi Biancalani, presidente dell'Ordine dei medici -. Il cambiamento sarà inevitabile ma vorrei sgombrare il campo da ogni preoccupazione».
La tabella di marcia. Gli step sono già tutti fissati in calendario. E’ Francesco Sarubbi, segretario provinciale della Fimmg (il sindacato di riferimento) a tracciare il cammino delle Aft: «Bisognerà pensare a fare accordi di settore a livello regionale, creando prima la rete e poi individuando le figure di coordinatori. Le Aft sono pensate in funzione del progetto delle future case della salute. In vista dell’ospedale nuovo saranno stabiliti dei percorsi d’urgenza per i malati acuti che saranno presi in carico dai medici di famiglia». Nei prossimi giorni l’Asl 4 emetterà un bando per chiamare a raccolta i medici della continuità assistenziale (principalmente le guardie mediche), la cui adesione sarà su base volontaria: se entro il 15 maggio le Aft dovranno essere integrate dai medici della continuità assistenziale, entro il 30 del mese prossimo saranno nominate le figure dei coordinatori. Tutto però sarà portato a regime tutto entro il 2015 in attesa di definire l’inquadramento dei medici di continuità assistenziale il cui contratto è diverso dai medici di famiglia.
Cosa cambia. Fisicamente le medicine di gruppo rimarranno in piedi, così come gli attuali ambulatori. Tutto confluirà nelle Aft che non avranno però una collocazione fisica rispetto agli attuali studi medici. La differenza sarà che lì, dalle 20 fino a mezzanotte, il cittadino potrà trovare una guardia medica, il medico della continuità assistenziale, appunto. «Il valore aggiunto – fa notare Mauro Ruggeri, medico di medicina generale – consiste nel fatto che il medico di continuità assistenziale accederà alla storia clinica del paziente, cosa che oggi non avviene con la guardia medica». Nelle Aft saranno inoltre attivati percorsi per la gestione delle urgenze, come nel caso di polmoniti e coliche renali, in modo da ridurre gli accessi al pronto soccorso e ricoveri inappropriati.
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