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Prato

Comune unico, il sindaco Cecconi: «Sono assolutamente contrario»

Comune unico, il sindaco Cecconi: «Sono assolutamente contrario»

Il primo cittadino di Vernio non è d’accordo con i colleghi della Valdibisenzio. “Non è vero che accorpando i piccoli comuni lo Stato andrebbe a risparmiare”

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VERNIO. Il sindaco di Vernio, primo cittadino di un paesone di poco più di 6mila anime della Valbisenzio l’area collinare di Prato, di comune unico – l’argomento che tiene banco in questi giorni per una mozione presentata in consiglio comunale dalle opposizioni - non ne vuole sentire parlare. «Io la vivrei come un’annessione, una forzatura che anche i miei cittadini non accetterebbero». E lui con la gente ci parla tutti i giorni.

Per dare gambe a una decisione dal sapore definitivo – al contrario della sua collega di Vaiano, il sindaco Annalisa Marchi, che invece appare possibilista - Cecconi sciorina motivi e cifre. Una su tutte: “Non è affatto vero che accorpando i piccoli comuni lo Stato andrebbe a risparmiare perché i 21mila 593 consiglieri comunali italiani hanno il costo di 27 deputati”. Briciole dunque. E discute anche sulla definizione di piccoli: “Cosa significa – chiede – un comune di 6mila abitanti è piccolo o no? Vernio – aggiunge – nella classifica degli ottomila comuni italiani è alla 2millesima posizione. Non mi pare quindi così arretrato». E’ d’accordo, in sindaco di Vernio, ad accorpare i comuni piccolissimi – mille, duemila abitanti – “ma bisogna fare attenzione alle realtà più strutturare perché si rischia, per un risparmio irrisorio, di condannare i cittadini ad avere meno servizi e peggio organizzati e di allontanarli ulteriormente dalle istituzioni”. Insomma il gioco non varrebbe la candela. “Anche perché – continua – se davvero si decidesse di accorpare Vernio Vaiano e Cantagallo si creerebbe un comune di poco meno di 20mila abitanti ma con un tagli drastico ai servizi decentrato dello stato”. Quindi una caserma per tutti (ora invece ogni paese ha una propria stazione dei militari) ma soprattutto verrebbero unificati anche i plessi scolastici. “E pensare di perdere – dice Cecconi – il nostro istituto comprensivo Sandro Pertini che funziona così bene sarebbe un gra peccato”.

Nemmeno gli incentivi, di tutto rispetto, previsti dalle legge, lo convincono: “Con l’unificazione il comune unico potrebbe derogare dal patto di stabilità oltre che poter contare su contributi statali e regionali, ma le perdite – ne è convinto – sarebbero maggiori dei guadagni”.

Non ha timore, Cecconi del referendum, anche questo previsto dalle legge nazionale, ma che verrebbe indetto con una specifica legge regionale “anche perché – conclude Cecconi – la prima richiesta dovrebbe venire dai comuni disponibili a unificarsi”. E Vernio non lo è.

Non demordono invece le opposizioni. Antonio Gambetta Vianna consigliere regionale di Più Toscana, ex Lega Nord, rilancia e presenterà nei prossimi giorni al consiglio regionale una proposta di legge per istituire il comune unico della Valbisenzio: “Bisogna fare in fratta – sostiene – anche se la decisione non deve essere calata dall’alto ma deve essere presa dal popolo”. Identica opinione quella dell’eurodeputato, neo espulso dalla lega Nord, ora nel gruppo misto, Claudio Morganti, vaianese doc: “Bene il comune unico – è la sua opinione – ma si faccia il referendum”.

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