Il Tirreno

Prato

Fattoria didattica e museo nell’Eden dietro casa. Così cambia il parco di Galceti

di Ilenia Reali
Fattoria didattica e museo nell’Eden dietro casa. Così cambia il parco di Galceti

Con la crisi sempre più famiglie scelgono di passare il week end in città e 500 persone a settimana scelgono Galceti. Ecco come sarà il parco dopo gli interventi. Una grande area verde cin laghetto, boschi, un laboratorio per bambini e tanti animali. Tra questi ci sono cinque caprette nane a cui vi chiadiamo di dare il nome.  

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PRATO. Sono 15 minuti da piazza del Duomo ma basta varcare il cancello per capire che l’atmosfera cambia. Insolito “parcheggiatore” è ad esempio un pavone, uno dei tanti, che dà il benvenuto aprendo una ruota di mille colori.

Un biglietto da visita che, non poteva essere altrimenti, ha conquistato subito i membri della commissione del Comune che ha raggiunto il Centro di scienze naturali di Galceti per un sopralluogo sui lavori fatti e su quelli in fase di progettazione. Del resto, sempre di più il Centro diventerà la campagna dei pratesi: un luogo dove passare il week end e imparare a convivere con gli animali. Uno spazio con laboratori, percorsi di trekking, una fattoria didattica, un museo e l’orto botanico.

Un luogo a due passi da casa vicino anche per chi, causa la crisi, preferisce non allontanarsi dalla città. Già oggi il sabato e la domenica arrivano a Galceti 500 visitatori.

La voliera e le “baite”. E’ il prossimo appuntamento per gli amici di Galceti. Venerdì, all’ora di pranzo, saranno trasferiti nella nuova voliera donata dal Lions Club dell’area medicea i papagallini.

Saranno loro a inaugurare la nuova area che già ha alcune nuove strutture: la baita per gli uffici, il laboratorio per i bambini dove vengono organizzati anche compleanni e feste a contatto con gli animali, lo spazio per le provviste e i magazzini.

La fattoria didattica e l’orto botanico. E’ il prossimo progetto: il piano definitivo sarà pronto e mostrato alle istituzioni in settimana. Saranno realizzte una serie di strutture per ospitare gli animali domestici. Adiacente ci sarà un orto per mostrare come nascono gli ortaggi e poi un orto botanico con le specie di piante della zona. Il progetto è stato finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio.

Il museo. E’ il progetto senza dubbio più impegnativo: il centro ha lo sfratto a fine 2019 e quindi dovrà essere tutto pronto. Qui troveranno spazio tutte le collezioni e soprattutto gli spazi necessari a rendere il centro a misura di ragazzi e di famiglie. Al progetto del museo è infatti collegata una riorganizzazione complessiva che da una parte prevede un percorso di conoscenza degli animali selvatici, dall’altra l’avvicinamento alla cultura contadina.

500 visitatori a weekend. La presidente del Centro Pamela Bicchi, con il direttore Matteo Cordaro, nell’illustrare i dati alla commissione guidata dal capogruppo del Pdl Roberto Baldi, ha spiegato già come i primi interventi hanno creato attenzione sul centro. «Avere uno spazio coperto per l’attività con i ragazzi ci ha aiutato. E l’organizzazione dei compleanni con una festa utile a creare una maggiore conoscenza degli animali e del territorio è piaciuta molto tanto che anche i genitori faticano ad andarsene e preferiscono partecipare all’iniziativa. Tante famiglie poi stanno venendo al centro».

Gli animali. Sono l’attrazione per i più piccoli e anche per i più grandi. Ci sono i pavoni,i cerbiatti che passeggiano liberi per le stradine del centro, le caprette nane ma alzando lo sguardo capita vedere in questi giorni gli aironi sulle punte degli alberi altissimi del parco.E anche i conigli nani portati qui dal giardino dell’area Banci. Un’Eden silenzioso a due passi da piazza Duomo.

@ileniareali

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