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Baldanzi: «Taiti fa il furbo, la realtà è molto diversa»

PRATO. Attilio Baldanzi dopo aver letto sul Tirreno le dichiarazioni di Massimo Taiti circa presunte incoerenze fra lui, ex presidente provinciale Fidal ed il nuovo, Alessandro Mercaldo, ha inviato...

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PRATO. Attilio Baldanzi dopo aver letto sul Tirreno le dichiarazioni di Massimo Taiti circa presunte incoerenze fra lui, ex presidente provinciale Fidal ed il nuovo, Alessandro Mercaldo, ha inviato un intervento per chiarire il proprio pensiero.

«Secondo me Taiti, pur rispettandone il suo diritto al cambio di opinione, "fa il furbo" o fa lo "gnorri" perché sa benissimo che la Fidal ha sempre spinto l'amministrazione comunale a terminare il campo, ma ha anche indicato al Comune (vedi anche relazione sull'impiantistica che la Fidal ha fatto per il piano impianti del coni provinciale nel settembre '09) la necessità di ridimensionare il progetto iniziale troppo "faraonico e costoso" - scrive Baldanzi - riducendone la capienza per gli spettatori e di conseguenza eliminando le tribune circostanti la pista; nei vari documenti come in quello allegato, indicava la necessità invece di una copertura, seppur minima, della tribuna centrale, tribuna per una capienza molto limitata rispetto al progetto approvato. La richiesta di "riduzione" fu anche discussa con alcuni tecnici del Comune già nel 2006/2007 (ing. Bartalini ed altri), insieme anche ai vari assessori allo sport che si sono succeduti in quel periodo (Milone e Cardillo) e lavori pubblici (E. Giardi).

Il neo presidente Mercaldo, perciò, secondo quanto riportato dall'articolo, non fa altro che riconfermare i suggerimenti fatti in passato e soprattutto riconferma l'attenzione per il denaro pubblico che non va speso nè in progetti faraonici nè in progetti (come quello del Cenni) che non risolvono i problemi ma li accrescano...».

«Taiti, per rincarare la dose, fa l'esempio di Empoli sulla convivenza fra atletica e calcio - continua Baldanzi - Mi dispiace è male informato. Il delegato provinciale del Coni non sa che la "guerra" fra i due sport ha ridotto l'impianto di atletica ad una struttura da "buttare", non vengono più organizzate gare da qualche lustro, e l'atletica Empoli è ridotta al lumicino. La cosa buffa, invece, è che non vede (o fa finta di non vedere) gli esempi di tutte le altre città della Toscana e fuori Toscana che giustamente separano le due realtà sportive al fine di non penalizzare nessuna delle due...»

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