La manifestazione
Chiesanuova, scoppia la protesta per i parcheggi
Trecento cittadini firmano una petizione contro la riduzione dei posti auto a disposizione
PRATO. In trecento hanno firmato la petizione popolare promossa da un gruppo di residenti e commercianti di Chiesanuova esasperati e stressati ogni giorno dalla ricerca spasmodica di un parcheggio. Nella frazione del quartiere a nord di Prato, quello dei posti auto è un problema annoso riaffiorato con forza in seguito all’ordinanza del Comune, che ha introdotto la sosta a tempo in via Garigliano e via Isonzo.
In nove spazi è possibile sostare per un massimo di trenta minuti impedendo, di fatto, ai residenti, di lasciare l’auto a lungo parcheggiata. «La situazione è diventata insostenibile e chiediamo il ripristino delle condizioni di parcheggio precedenti perché non è possibile sprecare benzina per girare a vuoto in cerca di una sosta che se va bene troviamo a seicento metri da casa», insorgono residenti e commercianti che ieri hanno depositato la petizione decisi ad andare avanti con la protesta. La rabbia dei cittadini nasce da quello che loro stessi definiscono «un incomprensibile accanimento contro quella zona del quartiere».
Il provvedimento si inserisce infatti in un contesto già carente di posti auto, sei dei quali erano stati eliminati in passato per consentire la circolazione dell’autobus da via Isonzo: su via Garigliano le transenne parapedonali impediscono la sosta per un lungo tratto affinché il bus possa fare manovra.
«Chiediamo il motivo di questa decisione, di cui nessuno ci ha mai informato - dichiara Lisetta Cavaciocchi, residente - pare che la decisione si stata presa per facilitare il ricambio di sosta in zona e così andare incontro all’attività degli esercizi commerciali, ma i negozianti negano di aver fatto richieste in questa senso». Juri Ballotti, della merceria “Barbara” di via di Garigliano, è uno dei firmatari della petizione e si lamenta della situazione che si è venuta a creare: «Che ce ne facciamo di parcheggi a tempo lontani dal negozio? - domanda - Avrei potuto capire se fossero stati nei pressi della mia attività, che, invece, si trova all’inizio della strada». «Semmai ci sarebbe interessato il parcheggio dedicato per il carico e scarico, ma finora il Comune ha sempre respinto la nostra richiesta - aggiunge il titolare della merceria, Maurizio Magliocca - per ottenere la concessione, in passato con altri commercianti abbiamo addirittura raccolto le firme; non vorrei che da qui sia nato un equivoco che ha prodotto l’attuale provvedimento».
Ma i più esasperati sono i residenti, il cui malumore è arrivato al punto di esplodere anche attraverso gesti eclatanti: per la seconda volta consecutiva, il palo della cartellonista con le nuove indicazioni per la sosta, è stato sradicato e lasciato sul marciapiede.
«Non sappiamo chi possa essere stato e ognuno risponderà per le proprie azioni - dicono i firmatari della petizione - ma è evidente c’è del malcontento sempre più forte». Il pensiero di Domenico Madera, residente, va ai propri figli: «Quando tornano tardi la sera non mi va che siano costretti a parcheggiare così lontano da casa - dice - da genitore mi preoccupo per loro, ci sono troppi malintenzionati in giro». «Come minimo per trovare un parcheggio bisogna arrivare alle poste o alla chiesa che sono distanti da qui almeno settecento metri», afferma Ivan Colombo.
E c’è chi spera in una nuova rivoluzione della viabilità che restituisca indietro i posti auto smantellati per far transitare l’autobus da via Isonzo, ponendo un problema di sicurezza: «In caso di imbuto causato dalla presenza di auto mal posteggiate come spesso accade, c’è il rischio di bloccare il passaggio di un ambulanza che si trova a transitare di lì»
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