Il Tirreno

Prato

Il farmaco griffato è ormai un lusso

di Pasquale Petrella
Il farmaco griffato è ormai un lusso

La crisi economica spinge i cittadini a fare i conti col ticket Pastorino: «Anche i medici fanno meno prescrizioni»

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PRATO. «Sì, c’è una sofferenza e la sua percezione si nota sempre di più, mese dopo mese. Sono sempre più i pazienti che rinunciano ai farmaci non mutuabili e che si rivolgono ai generici per non pagare il ticket». Il dottor Renzo Pastorino, presidente dell’Associazione dei titolari delle farmacie private, vive tutti i giorni in prima persona, da farmacista, le nuove frontiere della povertà. «I cittadini sono molto più attenti, si informano sul costo e poi decidono - continua il dottor Pastorino - C’è anche da dire che una prima selezione viene fatta anche a monte dai medici di famiglia che conoscendo i propri pazienti li indirizzano di già su scelte più convenienti per le loro condizioni economiche. Così, come per alcuni farmaci, tipo gli antibiotici o gli antinfiammatori, oggi li prescrivono solo se sono proprio indispensabili» Ma per gli anziani nasce il problema dell’abitudinarietà. «Spesso le persone più anziane preferiscono spendere quell’euro in più per i farmaci griffati solo perché ormai sono abituati a riconoscere le medicine in base al colore delle scatole e cambiare le confezioni li scombussolerebbe troppo».

«Le difficoltà economiche dei pazienti, arrivano di fatto anche sulle spalle dei medici di famiglia» dice Luigi Biancalani, presidente provinciale dell’ordine dei medici. E proprio sul caso del Seacor, il farmaco prescritto per gli infartuati e non più mutuabile, portato all’attenzione pubblica dal Tirreno, Biancalani ha una sua idea: «Sarebbe stato più giusto far continuare la terapia gratuita a coloro che la stanno già facendo e far partire la nuova normativa solo per i nuovi casi. Come fa un medico che fino a ieri ha sempre prescritto questo farmaco come quelli Omega 3 (Seacor, Eskin e Esapent ndr) a dover dire ad un paziente, che non può permetterseli perché sono diventati a pagamento, che deve rinunciarvi perché non ce ne sono altri dello stesso tipo generico?»

«Infine non bisogna dimenticare che ci sono anche dei pazienti che dopo aver provato il farmaco generico preferiscono tornare a quello griffato perché ritengono che il generico non gli faccia effetto. E allora, nonostante la buona volontà, deve pagare il ticket».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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