Il Tirreno

Prato

«Un autovelox sulla strada dove Marco è stato ucciso»

di Danilo Fastelli

La denuncia dell’associazione “Prato città curata”: via Manzoni è pericolosa Ma per il dirigente comunale Rocchi è inutile intervenire in un solo punto

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un autovelox su via Manzoni a Iolo. Lo chiede l’associazione “Prato città curata” in reazione alla morte di Marco Fiaschi, 65 anni, travolto e ucciso sabato scorso da un motociclista mentre attraversava a pochi metri dalla rotatoria con via Paronese e via per Iolo. L’associazione lancia una denuncia e un appello. La denuncia: via Manzoni è pericolosa. «È da anni conosciuta - scrivono - come una delle arterie più rischiose di tutta la provincia, visti i numerosi incidenti avvenuti non solo nel punto dove sabato è morto Marco Fiaschi, ma anche ai due incroci successivi». L’associazione ricorda gli altri due pedoni uccisi su quella strada: Amelia Bini e Ugo Costantino, morti entrambi nel 2005.

Ecco quindi l’appello: «Chiediamo alle amministrazioni competenti maggiori controlli da parte delle forze di polizia e una postazione autovelox fissa», nonché «segnaletica stradale lampeggiante, rallentatori ottici, bande rumorose sull’asfalto». Ma quali amministratori sono competenti? «Non la Provincia - spiega l’assessore provinciale alla viabilità, Ivano Menchetti - per una manciata di metri la competenza in quel punto è del Comune. Ma questi cittadini hanno ragione e le loro richieste vanno ascoltate: io mi metto a loro dispozione. Gli autovelox? Sono utili laddove è possibile installarli». La rotatoria è del Comune e la competenza dell’amministrazione pratese si estenderà ulteriormente per un paio di chilometri: la strada infatti fa parte a tutti gli effetti del centro abitato e nei prossimi giorni, «ma non domattina» precisa Menchetti, ci sarà un atto formale per sancire il passaggio di consegne.

È allora interessante capire cosa ne pensa il Comune di un autovelox a ridosso di quella rotatoria e che cosa si intenda fare per incontrare la richiesta di maggiore sicurezza. «La questione è tecnica - risponde l’assessore comunale Roberto Caverni - e sono i dirigenti a doverla approfondire».

A Palazzo del municipio il dirigente di riferimento per la rete stradale è l’ingegner Rossano Rocchi. Che chiude alla possibilità di un autovelox per due ragioni. La prima è che, «a naso», non ci sono le condizioni di legge. La seconda: «Per noi - dice Rocchi - la rotatoria va bene così. Rispetta tutti i requisiti e la visibilità è piena. La sicurezza stradale non si ottiene intervenendo episodio per episodio, ma agendo con omogeneità». Insomma, per l’ingegnere, un autovelox in un punto cambia poco. «Secondo questo principio - dice - dovremmo riempire le strade di semafori e autovelox. Siamo sicuri? L’unico dispositivo di sicurezza utile è una guida più consapevole». Niente autovelox dunque. Del resto, nel caso di Fiaschi - il cui funerale non è ancora stato fissato-, il motociclista che lo ha investito ha dichiarato di essere stato abbagliato dal sole. Forse un autovelox non sarebbe servito a salvarlo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa