Il Tirreno

Prato

«Fanno più male le ansie infondate che la diossina minima dell’inceneritore»

«Fanno più male le ansie infondate che la diossina minima dell’inceneritore»

Il presidente di Gida, Carlo Longo, tranquillizza i pratesi sulle emissioni dell’impianto di Baciacavallo. «In trent’anni mai concentrazioni pericolose per la salute»

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PRATO. «Le ansie infondate fanno male alla salute più della diossina minima che esce dall’inceneritore di Gida». Si chiude così l’intervento del presidente di Gida, Carlo Longo. Un intervento finalizzato a rassicurare i cittadini sulle emissioni dell’impianto di Baciacavallo. «Non c’è niente che sia più prezioso della salute delle persone - afferma Longo - : qualsiasi ragionamento su Gida o su altri temi sensibili dal punto di vista della salubrità ambientale deve partire da qui. L’allarmismo fine a se stesso, però, non solo non è utile ma crea problemi ingiustificati.

Proprio perché la salute è un tema è così importante, è necessario che lo si tratti con la massima attenzione, lucidità e razionalità; è molto facile essere portati fuori strada dall’emotività o da posizioni preconcette.

Gida sta vivendo una curiosa contraddizione. Negli ultimi mesi è stata confermata dagli organismi internazionali come un anello fondamentale della dimensione “verde” di Prato, tanto da essere un tassello determinante per l’acquisizione dell’attestato Emas di distretto. Un traguardo, quest’ultimo, lungamente atteso, che sancisce l’impegno ecologico di Prato, implica la realizzazione di un sistema permanente e programmato di interventi ambientali e favorisce l’acquisizione di certificazioni da parte delle imprese, potenziandone le opportunità di mercato.

Dall’altro lato, gli allarmi su presunte emissioni ad alta concentrazione di diossina dall’impianto di smaltimento dei fanghi di depurazione. Non ho alcun dubbio sulla buona fede e sulle ottime intenzioni di chi ha promosso le analisi su tre capi di pollame; tuttavia queste non possono di per sé smentire trent’anni di controlli regolari condotti dall’Arpat e, quotidianamente, dalla stessa Gida.

La nostra attività di controllo racconta una storia diversa; dico “nostra” perché le verifiche periodiche sono condotte da un ente pubblico come l’Arpat, patrimonio di tutti noi cittadini, e “nostra” nel senso che le autovalutazioni quotidiane sono effettuate dagli ingegneri e tecnici Gida, persone che trascorrono tutta la loro giornata negli impianti.

Quello che emerge da queste indagini, condotte direttamente sull’inceneritore, è il rispetto rigoroso dei limiti di emissione di diossina. Intendiamoci: anche accendendo un fiammifero si produce diossina; ne sono fonti le nostre auto, le nostre caldaie domestiche, il barbecue che facciamo in terrazza o in giardino. Il punto non è se c’è diossina (c’è sempre), ma quanta ce n’è. Nelle emissioni dell’impianto di Gida se ne trovano (dati 2012) 0,0007 nanogrammi per metro cubo; la soglia di pericolo comincia, dice la legge, da 0,1 nanogrammi, quindi da concentrazioni di oltre 142 volte maggiori di quanto emette Gida. Possibile che per trent’anni non solo si sia sbagliato, ma lo si sia fatto – alternandosi oltretutto in tanto tempo molti analisti diversi – in misura così marchiana?

Vorrei che su questo si riflettesse in maniera seria e ponderata. Non so per quale motivo i due polli e l’anatra presentassero quei valori. So che i tecnici dicono che quelle stesse analisi, evidenziando i diversi marker presenti e corrispondenti a fonti differenti e specifiche, escludono che almeno la maggior parte della diossina riscontrata possa provenire da Gida. Però non sarebbe saggio ignorare quei risultati, se non altro perché, a prescindere da Gida, i cittadini hanno diritto di conoscere le ragioni per cui questi animali avessero livelli così abnormi di contaminazione.

Fa bene quindi il Comune di Prato a promuovere nuove analisi; è giusto che l’Arpat continui la sua opera di informazione e rassicurazione, basata su analisi inoppugnabili dal punto di vista scientifico; è opportuno che la Asl approfondisca gli studi epidemiologici; ed è positivo che i cittadini svolgano una funzione di pungolo nei confronti di noi tutti, impegnati a rendere loro un servizio, stimolandoci ad operare nel migliore dei modi.

Una cosa sola sarebbe sbagliata: affrontare temi di questo genere non per capire e per far meglio ma solo per suscitare preoccupazioni e timori fini a se stessi. Le ansie infondate fanno male alla salute ben più della diossina minima che esce dall’inceneritore di Gida».

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