Proteste
«A due passi dalla bomba»
Il racconto di Cristina Bini, pratese a Boston: «Fermata a 500 metri dall’arrivo»
PRATO. «Mi hanno fermata 500 metri prima dell’arrivo, mancavano solo un paio di curve, non ho sentito le esplosioni, ma ci hanno informato subito di quello che era successo». Sono le prime parole di Cristina Bini, 39 anni, figlia di Roberto, il titolare della Borgosesia.
C’era anche lei ieri pomeriggio a Boston tra le migliaia di persone impegnate a correre la Maratona che si è trasformata in una tragedia. «Sì - conferma al telefono dall’America - ero quasi arrivata quando ci hanno fermato. Ci hanno detto che c’erano state due esplosioni. Poi ce n’è stata una terza alla Jfk Library, non molto distante da dove eravamo noi. Ci hanno tenuti fermi perché hanno tentato di spostare l’arrivo, poi hanno rinunciato e ci hanno rimandato in albergo». Passata la sorpresa, Cristina ha capito di averla scampata bella. Fosse stata solo un po’ più veloce, ci sarebbe stata lei tra gli atleti colpiti dalle schegge delle bombe.
Cristina Bini fa parte del gruppo di toscani che sono andati a Boston insieme a Fulvio Massini. Quello che se l’è vista davvero brutta è Paolo Rossi di Montecatini che era insieme a moglie e figlia. Quest’ultima è entrata sul percorso negli ultimi cinquanta metri per accompagnare il padre e l’ordigno è esploso a pochissima distanza. SERVIZI ALLE PAGG. 4 E 5
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