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Sicurezza in via Manzoni: "Troppi tre morti sulla stessa strada". L'associazione chiede l'autovelox

Sicurezza in via Manzoni: "Troppi tre morti sulla stessa strada". L'associazione chiede l'autovelox

L’appello di Orlando Costantino, figlio di una delle tre vittime della strada di Iolo. Il Comune pagò per la mancata messa in sicurezza, ma le strisce ancora oggi sono nascoste dietro una curva. Prato città curata denuncia l'abbandono dell'arteria e chiede a Comune e Provincia segnaletica e più controlli

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PRATO. «Fate valere i vostri diritti. Chiedete a tutti quello che vi spetta. Non è solo una questione di soldi ma è anche un modo per salvare la vita a qualcun altro». E’ l’appello di Orlando Costantino, figlio di una delle vittime di via Mazoni a Iolo. Una strada che si è presa tre vite: Marco Fianschi, 65 anni, travolto da una moto ieri e prima di lui nel 2005 Amelia Bini, 68 anni e Ugo Costantini di 81.

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Anche loro erano a piedi e anche loro avevano l’abitudine di utilizzare quella strada per andare a casa. Per queste due morti è stato condannato il Comune a un risarcimento danni e a fare delle opere di messa in sicurezza ma solo nel tratto dove sono stati investiti i due anziani. Ugo è stato ucciso il 4 novembre e stava andando nel suo orto. All’epoca dei fatti via Manzoni, nelle vicinanze dell’incrocio con via Bigoli non era illuminata e c’era una pista ciclabile che l’attraversava.

«Era una strada chiaramente pericolosa - racconta Orlando, il figlio di Ugo Costantino - e per questo il Comune ha perso la causa e ci ha pagato 360.000 euro di danni. Ancora è aperta una causa con la Provincia e con il Genio Civile mentre l’assicurazione ci ha liquidati». «Qualche mese prima del babbo - continua - era morta un’altra donna e oggi i lavori in quel punto sono stati fatti, la strada è stata messa in sicurezza. Non è così invece nel tratto dov’è morto il signor Fiaschi: lì chi arriva da Iolo e Tobbiana le strisce pedonali non le vede. Sono coperte dalla curva ed è pericoloso. Serve sempre un morto, e a volte di più, perché si risolvano i problemi».

Una posizione, quella di Costantino, condivisa dagli abitanti della zona che più volte hanno chiesto la messa in sicurezza di quella strada con petizioni e proteste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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