La manifestazione
«Anch’io ho avuto un incidente proprio lì»
Il dolore di Martina, figlia dell’uomo che ha perso la vita sabato notte. Gli amici: «Era stato con noi»
PRATO. Marco Fiaschi attraversava la strada in quel punto anche più volte al giorno. Era il tratto di via Manzoni, a Iolo, che gli consentiva il più rapidamente possibile di andare dal centro del paese di Tobbiana, dove frequentava il circolo della Fattoria e dove si incontrava con gli amici, alla sua casa in via da Quarata a Iolo. Ogni volta che attraversava, Fiaschi prestava attenzione. Sapeva che quella strada era pericolosa: proprio in quel punto la figlia Martina era stata investita così come sapeva benissimo che, qualche decina di metri più avanti, c’erano stati incidenti mortali. Sabato, alle 19,30, è stato preso in pieno da una moto. Poco dopo è morto all’ospedale. Per lui, 65 anni, non c’è stato niente da fare. «Sapevamo - riferisce Martina, la figlia di Marco Fiaschi - che via Manzoni è pericolosa e non solo per le petizioni firmate dagli abitanti della zona o per gli incidenti che negli anni vi sono successi ma perché anch’io ce ne ho avuto uno, proprio in quel punto. Ero in bicicletta e mi ero spostata sul centro della carreggiata per attraversavo. Anch’io fui travolta da un’auto che arrivava a tutto fuoco dalla rotonda in direzione Quarrata. Caddi e mi rialzai subito dicendo che non mi ero fatta niente anche se il giorno dopo mi gonfiò la caviglia in modo impressionante. Al babbo è andata peggio».Il pomeriggio alla Fattoria. Roberto Buzzegoli guardava, stamani,domenica, i segni gialli sul manto stradale. I segni dei rilievi e la macchia di sangue dov’è avvenuto l’impatto e dove Marco Fiaschi è stato ferito mortalmente. “Ci passava tutti i giorni - dice come una nenia Roberto - perché veniva a giocare a carte con noi al bar. Ieri, sabato, non l’ho visto ma mi hanno detto gli amici che c’era stato. Non ci posso credere: un giorno vedi una persona e il giorno dopo non rimane che questa macchia di sangue. Era un brav’uomo».
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