Il dolore
«Sono stato io a ridurre il numero dei pass»
PRATO. Rivendica la paternità del suo assessorato nella pesante sforbiciata dei permessi “3A”, quelli per i servizi di pubblica utilità. «Quando mi sono insediato - replica l'assessore Caverni (nella...
PRATO. Rivendica la paternità del suo assessorato nella pesante sforbiciata dei permessi “3A”, quelli per i servizi di pubblica utilità. «Quando mi sono insediato - replica l'assessore Caverni (nella foto) - ne ho trovati ben 1400, oggi sono quasi 800. E quegli 800 appartengono a chi ha effettivamente bisogno». Fra questi, forze dell'ordine, mezzi di soccorso, aziende pubbliche come Asm, Consiag e Publiacqua (su queste ultime si sarebbe concentrata la cura dimagrante di Caverni). «Tra gli intestatari dei permessi, le persone fisiche sono state ridotte al massimo e smentisco il fatto che i dipendenti comunali ne usufruiscano. L’aver aumentato il prezzo dei permessi da 20 a 80 euro all’anno ha fatto da deterrente anche per le persone giuridiche come società e aziende. La mia è stata una profonda azione di riordino del caos dei permessi, in particolare per quanto riguarda la pubblica utilità. Per questo quella promossa è una petizione senza senso». Altro capitolo sono le auto degli assessori munite del permesso “3A”, molte delle quali sostano in piazzetta del Pesce. «Se il problema sono venti permessi rilasciati a noi assessori, discutiamo allora del ruolo di pubblica utilità di questa figura - chiosa Caverni -. Io stesso mi reco in Comune con il "3A" perché credo di svolgere una mansione di pubblica utilità, andando spesso in centro per controllare situazioni di competenza del mio assessorato» (m.l.)
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