Il Tirreno

Prato

Vernio, costi troppo alti: un’estate senza piscina

Alessandra Agrati

Il sindaco Cecconi è  ottimista anche se i soldi della manutenzione sono finiti nel fondo per tenere sotto controllo le frane del territorio

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VERNIO. La piscina estiva di Vernio e l'impianto del Ciorniolo quest'anno potrebbero rimanere chiusi, ancora una volta la causa è il patto di stabilità che non permette di eseguire i lavori necessari di manutenzione. Praticamente certa, invece, la riapertura del parco dell'Alberta devastato dalla piena di marzo del Bisenzio.

«La piscina- spiega il sindaco Paolo Cecconi – sono fiducioso che venga riaperta, abbiamo dovuto destinare le risorse della manutenzione alle frane, ma mi auguro che il gestore possa farsi carico di questa incombenza».

Intanto il Cgfs rinnova la sua disponibilità nel cercare di garantire il servizio. «Ci sono stati dei primi sopralluoghi – spiega il presidente Massimiliano Martini – ma poi bisognerà sedersi ad un tavolo». Decisamente meno possibilista il consigliere dell'opposizione Marco Curcio che presenterà un'interrogazione in consiglio comunale per avere chiarimenti su entrambe le strutture.

«Ogni anno a giugno apriamo la piscina sempre sul filo del rasoio, perché a primavera bisogna fare il conto dei danni che quest'anno ammontano a 15mila euro. Basterebbe riuscire a proteggere la piscina durante l'inverno in modo da limitare la spesa dell' avviamento. Del resto a Castiglione dei Pepoli riescono a farlo».

La piscina è una delle attrattive estive del territorio, come del resto il campo sportivo del Ciorniolo che però da almeno 4 anni non apre i battenti;anche la prossima estate non sarà possibile giocare a tennis visto che il campo non è stato risistemato, nonostante i 15 mila euro di finanziamento della Regione Toscana. «In questo caso – spiega Cecconi – sono meno possibilista, se non saranno sbloccati i finanziamenti abbiamo ancora una volta le mani legate se invece saranno svincolati in modo parziale la giunta dovrà fare una sorta di lista delle priorità d'intervento. Il finanziamento non sarà comunque perso».

Intanto la gara d'appalto per la gestione del bar è andata deserta, mentre la società vaianese disposta a gestire gli impianti sportivi chiede che l'amministrazione li renda praticabili. «Anche in questo caso – spiega Curcio – non ci si può appellare soltanto al patto di stabilità; la gestione dei lavori è stata pessima; sono iniziati nel 2010 quando non c'erano vincoli per le spese, inoltre si è dovuto intervenire più volte tanto che la ristrutturazione non è ancora terminata. Comprendo tuttavia i limiti imposti che però non devono nemmeno diventare la scusa di tutto».

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