Il Tirreno

Prato

Sanità, tra pubblico e privato è concorrenza su costi e tempi

di Barbara Burzi
Sanità, tra pubblico e privato è concorrenza su costi e tempi

Tra ticket e contributo di digitalizzazione, per le fasce di reddito medie e alte la differenza di prezzo degli esami è spesso molto ridotta e diventa decisiva la lunghezza delle liste d’attesa. Ecco i prezzi delle prestazioni a confronto

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tempi d’attesa e denaro sono i due fattori che pesano di più nella scelta tra privato e pubblico quando si tratta di salute. Dopo l’introduzione delle nuove regole sui ticket che prevedono la quota aggiuntiva in base alla fascia di reddito cui si appartiene, la distanza tra i prezzi praticati da un ambulatorio privato per una prestazione diagnostica o per una visita specialistica e quelli, invece, che si devono pagare all’Asl, si è notevolmente ridotta. In alcuni casi, per lo meno per le fasce di reddito medio-alte, (si intende quelle sopra i 70mila euro) conviene addirittura di più rivolgersi a una struttura privata: se prima, pur di evitare file lunghissime, c’era chi preferiva rivolgersi al privato sapendo in partenza di dover pagare un po’ di più, adesso non è così. O per lo meno non sempre: facendo un rapido calcolo del rapporto liste d’attesa e soldi da sborsare, per alcuni accertamenti, rispetto al costo prospettato dall’Asl, è possibile addirittura risparmiare, tempo e denaro. Per quanto riguarda gli esami che richiedono strumentazioni più avanzate sul fronte tecnologico i prezzi del pubblico sono ancora più concorrenziali.

Tariffe a confronto. Sulla base di un’indagine effettuata su un campione abbastanza rappresentativo di strutture e ambulatori sparsi sul territorio è emerso che, per esempio, per un esame del sangue, di quelli generici prescritti dal medico per verificare le condizioni di salute di un paziente, si spendono mediamente 26 euro nel pubblico come nel privato, dove, talvolta, si riesce a pagare anche e qualche euro in meno (23 euro al laboratorio analisi Diagnosys). A parità di costo bisogna sapere però che all’ Asl, la spesa può salire fino a 56 euro per chi ha dichiarato un reddito superiore a 36mila euro, a seconda della fascia di appartenenza. Lo stesso vale per i più comuni accertamenti, come l’ortopantomografia, ovvero la classica radiografia alle arcate dentarie più conosciuta come “panoramica”: il prezzo si attesta tra i 27 euro (Studio Ruggero) e i 30 euro (Istituto Santo Stefano) nel privato contro una spesa che oscilla tra i 26 euro (per la prima fascia di reddito, cioè al di sotto dei 36mila euro più 10 euro per il contributo di digitalizzazione) e una cifra compresa tra i 36 e i 56, cui va aggiunto sempre 10 euro di contributo di digitalizzazione. Ci sono poi gli esami radiografici tradizionali: una radiografia al ginocchio presso lo Studio Ruggero costa 27 euro tutto compreso, soltanto qualche euro in più (30 euro) presso gli ambulatori della Misericordia Valbisenzio o l’istituto diagnostico Santo Stefano. Il servizio pubblico propone la stessa prestazione pagando un ticket di 26 euro (che diventano 36 con il contributo di digitalizzazione), il cui importo sale fino a un massimo di 66 euro per redditi dichiarati sopra i 100mila euro.

Il ticket. Prezzi altamente concorrenziali con quelli applicati dal servizio sanitario anche per quanto riguarda la richiesta di una radiografia alla spalla: si va da un massimo di 30 euro nel privato (Santo Stefano) contro un minimo di 36 euro (26 di ticket più il contributo) da pagare all’Asl. Ma è possibile risparmiare anche sull’ecografia alla tiroide: da un minimo di 45 euro (Studio Ruggero) a un massimo di 60 euro (Diagnosys) passando per importi che oscillano tra i 56 e i 58 euro (Misericordia Valbisenzio, Santo Stefano e Iama) contro i 38 euro della prima fascia di reddito (più il contributo) o i 78 se si appartiene a quella più alta.

Esami sofisticati. Di fronte a esami che richiedono strumentazioni più sofisticate o all’avanguardia, il pubblico ha ancora la meglio sul privato per quanto riguarda il prezzo. Per una mammografia nei centri Asl si spendono dai 38 ai 78 euro (con i ticket aggiuntivi), mentre se si sceglie di rivolgersi a una struttura privata si devono mettere conto come minimo 80 euro, poi a seconda dei tariffari applicati dalle varie strutture, si può arrivare a spendere anche 105 euro. Lo stesso vale per un ecocolordoppler arterioso: a meno che non si rientri nella fascia di reddito più alta (sopra i centomila) i prezzi del pubblico sono più vantaggiosi ( 38 euro di ticket) rispetto a quelli applicati dalle strutture private, le cui tariffe, per questo genere di esami, oscillano da un minimo di 55 euro (studio Ruggero) a un massimo di 75 (istituto Santo Stano) con alcune vie di mezzo.

Liste d’attesa. La concorrenza non si fa solo sul prezzo. Spesso i tempi d’attesa pesano a sfavore del pubblico anche quando l’Asl conviene di più: per certi tipi di ecografie si attende anche 87 giorni (eco ostearticolare); mediamente per radiografie di vario genere si deve aspettare 31, 32 ma anche 39 giorni. Al contrario in regime “privato” la lista d’attesa praticamente non esiste o si riduce a un massimo di 3 giorni per qualsiasi tipo di esame.

tabella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web