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Prato

Il segnale premonitore

L’imprenditore Giampiero Lombardi non era ottimista sul futuro del distretto e in un intervista al Tirreno l’aveva detto molto chiaro. Era il 6 novembre del 2010. «Stiamo andando a ramengo. E credo...

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L’imprenditore Giampiero Lombardi non era ottimista sul futuro del distretto e in un intervista al Tirreno l’aveva detto molto chiaro. Era il 6 novembre del 2010.

«Stiamo andando a ramengo. E credo si tratti di morte naturale perché con i prezzi così bassi non si può sopravvivere. A Prato, siamo parecchio bravi a fare i leoni con i deboli, i nostri terzisti, e le pecore con i forti, i clienti. Poi qui se uno fa le pezze è bravo, non conta altro. A Prato si usa dire "io faccio tante pezze" per indicare che le cose stanno andando bene mentre si omette quanto su queste pezze ci si ricava. E opinione comune che va bene se si prendono gli ordini. E se è sempre a prezzi più bassi del concorrente, è uguale. E poi giù via a strozzare tessiture, filature, rifinizioni. Tantissime le abbiamo fatte già chiudere. E non è finita». «Si abbassano i prezzi anche quando quelli delle materie prime aumentano. I rappresentanti sono capaci di ritoccare i prezzi del 5-10% anche nella stessa settimana. Io, cose così, non ricordo fossero mai successe».

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