Il dolore
QUEL NODO IRRISOLTO DI PRATO
DI CARLO BARTOLI Da sempre, lo sanno bene i nostri nonni, l’immigrazione è una straordinaria opportunità di riscatto . per chi migra, ma anche una formidabile occasione di arricchimento, non solo...
DI CARLO BARTOLI
Da sempre, lo sanno bene i nostri nonni, l’immigrazione è una straordinaria opportunità di riscatto . per chi migra, ma anche una formidabile occasione di arricchimento, non solo materiale, ma anche culturale e imprenditoriale, per chi li accoglie.
A qualche decennio di distanza, la foto che campeggia in questa pagina con la nostra blogger Malia Zheng che intervista l’assessore Aldo Milone, sembra certificare un problema aperto piuttosto che la sua soluzione. Colpa dell’attuale amministrazione accusata di esercitare un rigore a senso unico nei confronti della comunità cinese? Responsabilità delle precedenti giunte sospettate di un eccesso di buonismo giustificazionista nei loro confronti?
A rispondere, probabilmente, saranno gli storici, ma nel frattempo a trovare una soluzione ci stanno pensando i fenomeni sociali e economici. I primi ci stanno consegnando una classe di cinesi di seconda generazione che vive, comunica e spende come i loro coetanei. I processi impietosi della crisi economica stanno invece agendo come la «livella» di Totò, quella morte che rende tutti uguali. Nel senso che c’è una cosa che unisce il disoccupato cinese al cassintegrato pratese: la paura del futuro e della povertà.
Ma prima che sia troppo tardi, c’è ancora la possibilità di trasformare la miscela pratese nel carburante per un futuro diverso. E’ questo il senso del messaggio del vescovo Agostinelli a Papa Francesco: «La Prato multietnica e multiculturale può essere un laboratorio della società del futuro».
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