Il Tirreno

Prato

«Prato sia laboratorio della società futura»

«Prato sia laboratorio della società futura»

Il vescovo Agostinelli e il Papa: «Ci ha detto “Sediamoci vicini come gli scout”. Bergoglio è uno di noi»

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. E’ stata una “prima volta” all’insegna della semplicità e del cameratismo. Una conferma del nuovo stile inagurato da Papa Francesco I, il successore di Joseph Ratzinger al soglio di San Pietro. E’ la prima visita che il vescovo di Prato, Franco Agostinelli, ha compiuto a Città del Vaticano, la visita “ad limina”, insieme ad altri sette vescovi toscani.

San Pietro, ore 13 dell'11 aprile. Il vescovo Agostinelli esce dall'ingresso della Sala Nervi con un sorriso. Si ferma sotto il sole e guarda indietro. Ha appena lasciato papa Francesco. Con lui c'erano altri sette prelati toscani.

«Eravamo pochi - racconta - e il Papa ci ha detto: su, sediamoci tutti vicini, come gli scout». La prime parole che Agostinelli usa per commentare l'incontro sono "serenità" e "soddisfazione". Con Bergoglio ha parlato dei problemi di Prato, dalla difficile integrazione degli immigrati alla crisi economica.

Monsignore, ci racconti le prime impressioni.

«Le prime impressioni sono oltremodo positive. Mi è venuta in mente la mia esperienza da giovanissimo prete durante gli anni del Concilio: si respirava aria nuova, una boccata di aria fresca. Dal Papa oggi ho ritrovato quella stessa atmosfera. C'è stata la massima cordialità, spontaneità. Ci siamo sentiti come tra amici, tra i quali si discute e si ribatte nella totale libertà e semplicità».

L'incontro quanto è durato?

«Un po' più di un'ora. Abbiamo parlato uno per volta. Eravamo in otto. Oltre a me c'erano i vescovi di Firenze, Arezzo, Lucca, Pistoia, San Miniato, Massa Carrara e Fiesole. Poi si è parlato tutti insieme. Gli argomenti sono stati vari: famiglia, lavoro, giovani, laici».

E' riuscito a portare i temi pratesi al vescovo di Roma?

«Sì. Ho parlato soprattutto del tema dell'integrazione. Prato è multietnica e multirazziale, potrebbe essere il laboratorio della società futura. Sta a noi assumerci questo compito storico. Poi ho parlato del difficile momento economico che stiamo vivendo. Prato è una città ex-fabbrica, come ho detto nei giorni scorsi, fatta di imprenditori in crisi, capannoni abbandonati e operai senza lavoro. Il Papa ha preso atto di questo, devo dire che ha ascoltato con attenzione».

Che messaggio vi ha lasciato Bergoglio?

«Direi la pastorale dell'ascolto: bisogna essere pastori semplici, saper parlare alla gente e soprattutto saperla ascoltare. Come ha fatto il Papa con noi. Bergoglio è uno di noi».

Come vi siete salutati?

«Come da vecchi amici. ci si dà la mano, si dice grazie, a presto, ricordiamoci nella preghiera».

La video-intervista al vescovo Franco Agostinelli, presente sul sito del Tirreno (www.iltirreno.it), è stata trasmessa integralmente ieri sera nel notiziario di Toscana Tv.

Tecla Biancolatte

©RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA

AL VESCOVO AGOSTINELLI

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini