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Prato

La rivolta dei dipendenti Asl: «Rossi, non mandare via Cravedi»

La rivolta dei dipendenti Asl: «Rossi, non mandare via Cravedi»

Oltre 400 firme in calce a una lettera che chiede al presidente della Regione di tornare sulla decisione di sostituire il direttore generale. Il sindaco Cenni incontra l'assessore Marroni

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Oltre 400 dipendenti dell’Azienda sanitaria hanno firmato una lettera in cui chiedono al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore alla Salute Luigi Marroni di fare un passo indietro e rivedere la decisione di far cessare l’incarico del direttore generale Bruno Cravedi al prossimo 31 maggio. Ecco il testo della lettera.

«Negli ultimi tempi, anche nella nostra organizzazione sanitaria si stanno affermando alcuni principi fondamentali volti a migliorare la qualità delle prestazioni, motivare gli operatori, fornire agli utenti cure tempestive ed appropriate, informandoli sul tipo di prestazioni da svolgere e coinvolgendoli nel processo di cura.

I più significativi tra questi principi sono:

1)Adottare criteri di trasparenza nelle scelte operative, che devono essere adeguatamente documentate e motivate;

2) Ridurre l'influenza della politica nella scelta degli amministratori e nella conduzione delle singole aziende sanitarie

3) Premiare il merito di chi produce risultati e migliora la qualità e disincentivare gli sprechi e le inefficienze;

4) Garantire la continuità delle prestazioni, consentendo a chi opera correttamente di rimanere in servizio per tutto il tempo necessario a consolidare i risultati raggiunti.

Ci sembra che negli ultimi anni tutti questi principi siano stati alla base dell'operato del gruppo dirigente della Azienda USL 4, che non a caso ha realizzato risultati importanti per quanto riguarda la tutela della salute dei cittadini dell'area pratese. Un particolare riconoscimento spetta al Direttore Generale, dott. Bruno Cravedi, che ha assolto con perizia, correttezza e responsabilità non solo il suo ruolo nell'ambito dell'azienda USL 4, ma ha saputo coordinare anche altre tre aziende toscane (USL di Lucca, Pistoia e Massa) come presidente del SIOR, il consorzio che segue la costruzione dei quattro nuovi ospedali toscani. Ora, a pochi mesi dall'apertura di tali presidi, ci viene comunicato che il dott. Bruno Cravedì dovrà lasciare il proprio incarico a partire dal 1 giugno. Questa decisione, che pure avrà motivi plausibili, contravviene però a tutti i principi sopraindicati, e rischia di creare negli operatori e negli utenti un clima di disorientamento e demotivazione, in un periodo in cui sarebbe invece necessario fare appello a tutte le energie disponibili per affrontare al meglio il difficile periodo del trasferimento al nuovo nosocomio. Chiediamo pertanto al presidente Rossi ed all'assessore Marroni di soprassedere da tale decisione, che potrebbe avere non pochi effetti negativi sulla sanità pratese, ed ascoltare le voci unanimi degli operatori sanitari ed amministrativi e dei cittadini a favore della permanenza a Prato del nostro direttore denerale fino al completamento delle procedure di trasferimento nel nuovo ospedale».

Intanto oggi il sindaco Roberto Cenni ha incontrato l'assessore regionale Marroni per parlare del cambio al vertice dell'Asl e sembra che il clima sia più sereno dopo le lamentele di Cenni per il fatto di non essere stato avvertito. Edoardo Majno, direttore generale in pectore, ha detto che ancora non c'è niente di ufficiale e che lui non ha espresso riserve all'ipotesi di venire a Prato.

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di Redazione web