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Due condanne per estorsione

Due condanne per estorsione

Si erano inventati un finto albanese per ricattare un pensionato

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VAIANO. Sono stati condannati a tre anni di reclusione i due ideatori di un ricatto ai danni di un pensionato vaianese di 73 anni, Guido N., costretto a sborsare 20.000 euro per paura di essere picchiato dall’inesistente marito albanese di una donna che aveva visto per strada. I fatti risalgono al 2011, quando un conoscente del pensionato, mentre si trovavano ai giardini, gli disse che avrebbe potuto fargli conoscere una giovane donna straniera notata dall’altro. Aggiunse di aver saputo che il marito albanese la costringeva a prostituirsi.

Il pensionato non ha più visto la donna, ma qualche giorno dopo ha ricevuto una telefonata del presunto marito che lo minacciava per essersi interessato alla moglie. E gli chiedeva soldi per riparare lo “sgarro”. In realtà, secondo i carabinieri, era stato lo stesso amico a inventarsi tutta la storia e a fare la telefonata.

L’uomo, Alessandro Bisconti, 53 anni, già dipendente di una mensa, si offre allora di consegnare i soldi all’albanese, ma le minacce telefoniche continuano e il pensionato arriverà a pagare 20.000 euro prima di decidere di rivolgersi ai carabinieri, che si presentano al pagamento e arrestano Bisconti nell’aprile del 2012. Un mese dopo viene arrestata anche la sua complice, Manuela Vaccai, 43 anni. Difesi da Antonio Bertei e Mauro Cini, i due sono stati ieri condannati a tre anni di reclusione come chiedeva il pubblico ministero Lorenzo Gestri. La parte civile era rappresentata da Massimiliano Tesi. (p.n.)

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