Il Tirreno

Prato

Asl, sarà Majno il nuovo direttore Cravedi racconta la sua verità

«Ho saputo di dover lasciare a maggio leggendo i giornali, mi sarei aspettato almeno una telefonata» Eloquente “no comment” sulla volontà del presidente Enrico Rossi di trattenerlo in altri incarichi

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PRATO. Sarà Edoardo Majno il successore di Bruno Cravedi alla direzione generale dell’Asl 4. L’ipotesi, più che attendibile, è emersa ieri a quattro giorni dalle prime notizie di stampa sul giro di poltrone nella sanità toscana che ha comportato il cambio al vertice dell’Asl pratese.

Medico specialista in Igiene e medicina preventiva, Majno fino al 2003 ha lavorato nella direzione sanitaria dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano. Successivamente, fino al 2005, è stato direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera di Pesaro, che ha lasciato per dirigere il Dipartimento della salute alla Regione Toscana. Monica Calamai, direttore generale dell’Asl di Livorno, che sembrava destinata a sostituire Cravedi a Prato, andrà invece a dirigere l’Azienda ospedaliera dell’ospedale di Careggi.

Intanto ieri, dopo quattro giorni di silenzio, Bruno Cravedi ha risposto alle domande dei cronisti a margine della conferenza stampa sul polo oncologico, e ha confermato di aver saputo di dover lasciare la direzione domenica leggendo i giornali, in particolare l’edizione fiorentina di Repubblica. «Mi sarei aspettato almeno una telefonata - ha aggiunto con un sorriso amaro - D’altra parte non mi sento cacciato. Sono nel sistema sanitario da 40 anni e so che nel nostro mestiere certe cose possono capitare. Inutile nascondere che c’è un po’ di amarezza perché eravamo arrivati quasi alla fine di un percorso molto importante, che comprende il nuovo ospedale e la riorganizzazione del 118». Sui motivi che hanno portato alla mancata proroga che gli avrebbe consentito di inaugurare l’ospedale, Cravedi è diplomatico fino a un certo punto: «Ci sono diversi spostamenti a livello regionale. In altre parole, quella di Prato era una “casella” che poteva rendersi disponibile, e così è stato. In maniera un po’ traumatica».

Che la cosa sia avvenuta contro la sua volontà, lo conferma anche un eloquente “no comment” alla domanda se sia vero che Enrico Rossi, presidente della Regione, abbia provato a trattenerlo in altri ruoli, come ha detto ieri. Non può commentare, Cravedi, perché altrimenti dovrebbe smentire il presidente, e non ne ha voglia.

Però spiega: «Da due anni avevo scelto di chiudere la mia carriera a Prato e dunque non ho accettato altri incarichi che mi erano stati proposti (Lucca, Pistoia, un ritorno in Regione, ndr)». Ha accettato soltanto di fare il commissario a Pistoia, senza un aumento di stipendio. Una cosa però ci tiene a dirla prima di andarsene: «Lascio l’Azienda in buona salute, sia per i dati sanitari che per i conti, che sono a posto. Spero si continui così anche nel 2013».

Insieme a Cravedi se ne andrà il direttore sanitario Francesco Bellomo, mentre il direttore amministrativo Massimo Braganti potrebbe essere confermato.

Paolo Nencioni

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