Trasporti
A Roma per difendere la “cassa”
I sindacati lanciano la mobilitazione, 1.500 operai sono “scoperti”
PRATO. «Si deve andare a fare alle fucilate?». Così ieri mattina Giancarlo Targioni, segretario confederale della Cgil, molto preoccupato per la pesante situazione in cui si troveranno quei 1.500 pratesi che a fine marzo usufruivano della cassa integrazione in deroga, se non verrà rifinanziata dal governo. In Italia sono attualmente circa mezzo milione coloro che usufruiscono di questo ammortizzatore sociale, ma le risorse stanziate nella legge di stabilità fino a giugno prossimo andranno in esaurimento entro poche settimane, cosìcché è urgente evitare che, alla luce di un 2013 molto difficile sul fronte dell'occupazione, i lavoratori si ritrovino quest’anno in una situazione ancora peggiore dell’anno scorso. E così per martedì prossimo la triplice sindacale ha indetto una manifestazione unitaria a Roma, con inizio alle 9,30 davanti a Montecitorio, «sperando che a quell’ora ci sia qualcuno» dicono i sindacalisti, con partenza da Prato alle 5 da piazzale Falcone e Borsellino con un solo autobus, mentre il ritorno è previsto in serata, perché il presidio davanti al Parlamento verrà prolungato anche nel pomeriggio, «purtroppo senza il cestino preparato dalla Coop come avveniva tanti anni fa quando si andava a Roma» aggiungono. Targioni è poi passato ad esaminare la situazione pratese, «con una richiesta di cassa integrazione in deroga rimasta invariata rispetto ai livelli dell’anno scorso, perché già si era toccato il fondo», ma intanto ci sono ben 106 richieste da parte di aziende soprattutto artigiane del comparto tessile e metalmeccanico ma anche edili e del commercio, per un totale di 160 dipendenti, che non possono usufruire della cassa integrazione ordinarie e straordinaria. «Sono tutti lavoratori altamente qualificati che probabilmente sarebbero licenziati se non ci fosse la cassa in deroga» spiega Stefano Bellandi, segretario generale aggiunto dell’unione Cisl Prato-Firenze. (r.t.)
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