Il Tirreno

Prato

La “lady di ferro” ha le valigie pronte

Monica Calamai ha tenuto testa a medici e infermieri e ha creato una task force contro l’assenteismo

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CECINA. Questa volta le valigie pare le abbia fatte davvero. La "lady di ferro" della medicina toscana sembra realmente in partenza dall'Asl livornese. Destinazione Prato, dove arriverebbe in un momento clou per la sanità locale visto che nell'Asl 4 è imminente l'inaugurazione del nuovo ospedale di Galciana.

Monica Calamai, manager tutta d'un pezzo, non si spaventa certo davanti alle responsabilità. Ha un curriculum di tutto rispetto e in più nei quattro anni alla guida della sanità livornese è riuscita a tener testa a tutti: medici e infermieri che si lamentano per un'organizzazione del lavoro massacrante, cittadini inferociti per i tagli continui ai servizi sanitari, e anche politici locali, che sin dall'inizio del suo mandato hanno manifestato insofferenza per quel decisionismo poco diplomatico con cui ha fatto e disfatto le sorti della sanità livornese. Ma lei, che è donna preparata, non ha mai mostrato di prestare il fianco alle critiche velate che spesso si sono trasformate in accuse manifeste. Prima di arrivare nella provincia livornese di incarichi importanti ne ha ricoperti molti: a fine 2002 viene nominata direttore sanitario dell'Asl di Siena, per passare due anni dopo all'Asl di Arezzo, della quale un anno dopo diventa direttore generale. Nel 2007 assume la guida dell'intera Area vasta sud-est. Infine nella primavera del 2009 spicca il volo verso la costa, come direttore generale dell'Asl livornese. Un incarico che dimostra subito di voler ricoprire con grande impegno e altrettanto rigore. Lo hanno capito bene i dipendenti dell'azienda quando, appena nominata, annunciò una task force contro l'assenteismo del personale. Una capacità manageriale che Calamai non ha mai perso, soprattutto nel portare a compimento l'iter burocratico per la costruzione del nuovo ospedale di Livorno, per il quale ha dovuto affrontare anche la gogna di un referendum popolare.

Come non ricordare poi il rapporto conflittuale con istituzioni e cittadini, soprattutto nella parte sud della provincia livornese. Perché se all'Elba, per salvare la sanità locale, nell'autunno scorso i sindaci sono saliti sul tetto dell'ospedale di Portoferraio, nell'ottobre del 2011 a Cecina il comitato in difesa della struttura sanitaria di zona fece scendere in piazza quattromila residenti. (a.c.)

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