Proteste
In tempi di crisi la gita diventa autogestita
Gli studenti delle scuole superiori di Prato, in particolare le classi quinte, mettono a punto il programma e partono senza dover ottenere nullaosta dalla scuola sempre più in difficoltà ad organizzare. La quinta F del Copernico, ad esempio, partirà per Barcellona
PRATO. La crisi cambia anche le gite scolastiche. Il viaggio diventa sempre più low cost per garantire al numero più alto di studenti di poter partecipare. Difficoltà a cui si aggiunge il problema dei professori che sempre più malvolentieri si prendono la responsabilità di accompagnare in viaggio le scolaresche. E allora ecco che i ragazzi più grandi, in genere quelli delle quinte superiori, si organizzano la gita se la fanno da soli. In autogestione. Programmi, mete e budget che non devono essere approvate da nessuno, salvo che dai stessi interessati.
La moda è iniziata un paio di anni fa e in alcuni istituti continua ad imperversare, con la benedizione dei dirigenti scolastici, che di fatto chiudono un occhio sull'assenza in massa di un' intera classe. Al liceo scientifico Copernico la classe quinta F quest'anno ha scelto come meta Barcellona.
«Siamo molti uniti – spiega la studentessa Francesca Grazian – per questo abbiamo trovato subito un accordo mettendo due paletti; che ci fosse un programma culturale e che la spesa fosse la più bassa possibile». Detto fatto in tre mesi hanno prenotato il biglietto con un volo low cost, fissato l'albergo e organizzato un programma di massima, chiedendo anche qualche consiglio all'insegnante di storia dell'arte e di italiano.«Un nostro compagno – continua Francesca – è un organizzatore nato e ha anche la capacità di spiegare molto bene, così ci siamo affidati a lui. E non ci siamo pentiti».
La gita è durata cinque giorni con un costo di 250 euro a testa (il volo è stato acquistato a 60 euro), utilizzando anche tre giorni delle vacanze di Pasqua.
«E' stata un' esperienza indimenticabile – ricorda Francesca – tornare a casa è stato triste. Del resto è l'ultimo anno che stiamo insieme e condividere qualche giorno di vacanza ci è sembrata una cosa naturale».
Per cercare di risparmiare i ragazzi avevano anche pensato di alloggiare in uno ostello, ma poi hanno optato per un albergo dignitoso con il giusto rapporto qualità prezzo.
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