Sicurezza
Elettromeccanica Vannucci, la forza del “passaparola”
PRATO. Dal sociale al mondo dell’impresa per Francesca Borgi il passo è stato breve. L’opportunità ce l’aveva proprio sotto al naso, ma non si era mai decisa a coglierla, finché tre anni fa, il...
PRATO. Dal sociale al mondo dell’impresa per Francesca Borgi il passo è stato breve. L’opportunità ce l’aveva proprio sotto al naso, ma non si era mai decisa a coglierla, finché tre anni fa, il desiderio sempre più forte di impegnarsi in qualcos’altro e affrontare nuove sfide l’ha portata a varcare la soglia dell’azienda di famiglia. Oggi Francesca è a capo dell’Elettromeccanica Vannucci” insieme alla madre Rossana Rossi e al padre Antonio Borgi, il quale nell’1998 rilevò l’impresa da quella che all’epoca si chiamava Vannucci impianti. «La nostra è una piccola azienda a gestione familiare, di conseguenza non ci sono ruoli specifici - spiega - ognuno di noi sa fare un po’ di tutto; mio padre, in modo particolare, segue la parte tecnica e si occupa della gestione dell’officina. Mia madre e io, invece, ci suddividiamo i compiti dell’attività amministrativa e del commerciale, inteso più che altro come gestione dei rapporti con i fornitori». Il core business dell’impresa di via Gestri sono i motori elettrici dei macchinari utilizzati nell’industria tessile, dell’escavazione del marmo e delle cartarie. «Il lavoro fortunatamente non ci manca - afferma Borgi - non ci siamo mai fatti molta pubblicità, il passaparola è stato forse il metodo più efficace per farci conoscere soprattutto fuori provincia. Se fosse stato solo per Prato le cose sarebbero andate diversamente perché molte ditte con le quali lavoravamo non ci sono più a causa della crisi». Piccolo, dunque è bello, ma fino a un certo punto. «Da tempo stiamo pensando di trasferire l’attività da un’altra parte, in un fondo più grande, ma ancora non l’abbiamo fatto: l’incertezza non nasce dalla mancanza di lavoro, bensì dalla difficoltà di recuperare gli importi dovuti». Ma c’è di più: «La necessità di trasferirsi nasce anche dall’esigenza di assumere nuovo personale e quindi di mettere a disposizione dei dipendenti un ambiente lavorativo idoneo e confortevole, oltre che dall’effettivo bisogno di spazio per operare su impianti ingombranti come quelli per la lavorazione del marmo. Ci piacerebbe comunque rimanere nelle vicinanze perché questo è un luogo strategico per noi: facilmente accessibile e vicino all’autostrada».
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