Attenzione
Cravedi lascia nel momento più delicato
Il direttore generale dell’Asl ufficializza il suo addio dopo otto anni: «L’ho saputo dai giornali». In arrivo Monica Calamai
PRATO. «Ho saputo questa cosa dai giornali, entro fine maggio me ne vado». La decisione era nell’aria da giorni, ma l’addio di Bruno Cravedi, direttore generale dell’Asl, ha destato comunque sconcerto nell’Azienda sanitaria.
Dopo due giorni di silenzio, Cravedi ha convocato ieri mattina tutti i direttori di struttura nella Sala degli Spedalinghi per informarli della novità. E cioè che alla scadenza naturale del suo mandato, vale a dire a fine maggio, il direttore se andrà per lasciare il posto con molta probabilità a Monica Calamai, attuale direttore generale dell’Asl di Livorno.
Il fatto stesso che il direttore uscente abbia detto ai vertici dell’Asl di aver saputo della cosa dai giornali fa capire che una comunicazione ufficiale ancora non c’è stata. E del resto lo stesso assessore regionale alla Salute Luigi Marroni fa sapere che non c’è nulla di ufficiale. L’unica certezza è che Cravedi se ne andrà tra meno di due mesi, nel momento più delicato della sua esperienza pratese, cioè meno di quattro mesi prima dell’inaugurazione del nuovo ospedale di Galciana. L’altra certezza è che i principali protagonisti della vicenda si sono dati ieri la consegna del silenzio. Non commenta il presidente della Regione Enrico Rossi, nonostante sia stato pesantemente criticato dal collega di partito Massimo Carlesi (vedi articolo a fianco), non commenta l’assessore Marroni, non pervenuto il direttore sanitario Francesco Bellomo, mentre il direttore amministrativo Massimo Braganti si limita a dire di aver saputo dell’avvicendamento lunedì mattina («Prendo atto e mi adeguo»). Non commenta Monica Calamai, e soprattutto non parla il diretto interessato, Bruno Cravedi. Un silenzio pesante il suo, che fa capire come si sia trattato di una decisione imposta da Firenze, e nella quale Prato, a tutti i livelli, non pare essere stata coinvolta.
Sarebbe un normale avvicendamento se non cadesse, come detto, nel momento più delicato per l’Azienda sanitaria, il trasferimento dell’ospedale. Sulla carta, tutto è predisposto, ma all’Asl sanno bene che ci sono un sacco di cose da definire nel dettaglio e il passaggio delle consegne non sarà facile. A questo aggiungiamo che gli incarichi di direttore amministrativo e direttore sanitario sono fiduciari, e dunque anche Braganti e Bellomo potrebbero essere sostituiti.
L’arrivo di Monica Calamai viene dato quasi per certo. Del resto la direttrice di Livorno era data in partenza già dal mese di novembre.
Una delle ipotesi che sono circolate negli ultimi giorni era quella dello scambio tra Prato e Livorno, con Cravedi destinato a dirigere l’Asl labronica, ma il diretto interessato a fatto sapere di non essere disponibile. Avrebbe accettato un prolungamento dell’incarico fino all’autunno, per vedere nascere il nuovo ospedale, ma non è disposto a rimanere altri tre anni in un’altra Asl. E dunque a meno di colpi di scena tornerà da pensionato nella sua casa di Sesto Fiorentino. Originario del Piemonte, ha lavorato a lungo in Regione e dunque sa come vanno certe cose. Per otto anni è stato direttore generale a Prato, carica alla quale ha sommato quella di presidente del Sior (il consorzio per la costruzione dei quattro nuovi ospedali), un incarico di commissario straordinario a Pistoia e il coordinamento dell’Area vasta Centro. Senza percepirà nulla di più del suo stipendio da direttore generale, fanno sapere i suoi più stretti collaboratori.
Paolo Nencioni
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