Sandro Grassi chiede in affitto un ramo della sua azienda edile
PRATO. Finora non è riuscita a trovare un partner “sano” disposto entrare nella compagine societaria, ma la famiglia Grassi è decisa a non mollare la presa e mette in campo il piano B intendendo...
PRATO. Finora non è riuscita a trovare un partner “sano” disposto entrare nella compagine societaria, ma la famiglia Grassi è decisa a non mollare la presa e mette in campo il piano B intendendo chiedere in affitto, tramite una nuova società costituita sempre dalla famiglia Grassi, un ramo dell’omonima azienda edile con l’impegno di ricollocare subito una parte dei lavoratori.
La proposta sarà formalizzata giovedì mattina in Tribunale che dovrà accordare la richiesta sulla base di una serie di elementi , che tengono conto sia dell’offerta economica che dell’ammontare del valore delle commesse.
«La situazione economica del nostro paese, purtroppo,non ha ancora dato segni di ripresa e le difficoltà da affrontare si fanno ogni giorno sempre più pesanti », dichiara Sandro Grassi spiegando che proprio a causa della crisi del settore edilizio, non ha ricevuto offerte tali da poter essere prese in considerazione. «Abbiamo ricevuto alcune offerte, ma non abbastanza interessanti da poter risolvere i nostri problemi e perciò essere prese in considerazione - continua - pertanto, al fine di mantenere viva l’azienda e mantenere i posti di lavoro abbiamo intenzione di presentare la richiesta di affitto di un ramo d’azienda alla Grassi snc per un periodo di un anno circa, nella speranza che, nel mentre, ci sia una ripresa del settore e si possa prospettare l’ingresso di un nuovo partner».
L’obiettivo è di riuscire a portare a termine le commesse che già ci sono e accaparrarne di nuove affinché l’azienda non perda valore. «Il senso di quest’operazione è cercare di prendere tempo per far passare questo brutto periodo in attesa di una ripartenza cercando, nel frattempo, di concretizzare un accordo per far entrare in compagine un’altra società e di mantenere il più possibile viva l’azienda - spiega - ci sono i lavori al museo Pecci da finire, poi, abbiamo diverse richieste di forniture e in via di definizione un accordo per la fornitura di 20mila metri cubi di calcestruzzo a Empoli. La richiesta che formalizzeremo giovedì, sarà per un numero di dipendenti variabile da 10 a 20». Grassi rassicura i lavoratori sugli arretrati degli stipendi. «L’attuale situazione è dovuta alla mancanza di incassi - spiega - ora che si è sbloccata la situazione dei pagamenti arretrati alle imprese da parte della pubblica amministrazione speriamo che cambi qualcosa:le risorse che via via rientreranno dal recupero crediti saranno destinate al pagamento degli stipendi e dei creditori». E aggiunge «Stiamo cercando di fare il possibile: se l’azienda fallisce, finisce per tutti».
Barbara Burzi
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