La manifestazione
Niente acqua a singhiozzo entro il 2016
PRATO. Con una mano sulla leva degli investimenti nelle infrastrutture, con l'altra ad alleviare le difficoltà di centinaia di famiglie impossibilitate a onorare le bollette. Entro il 2016 Prato avrà...
PRATO. Con una mano sulla leva degli investimenti nelle infrastrutture, con l'altra ad alleviare le difficoltà di centinaia di famiglie impossibilitate a onorare le bollette. Entro il 2016 Prato avrà il suo acquedotto. Dal prossimo anno, invece, Santa Lucia e l'area a nord della città non dovranno più temere difficoltà di approvvigionamento: arriva la distrettualizzazione. Due novità significative che corrispondono a milioni di euro annunciati dal presidente di Publiacqua, Ersamo D’Angelis nel corso della riunione congiunta della commissione 1 e 2 in Comune. Complice l'innalzamento della falda acquifera, effetto collaterale della crisi del distretto, Prato da mesi ha scoperto la possibilità di rendersi autonoma nella distribuzione dell'acqua. Così la società partecipata già nei mesi scorsi ha messo in cantiere investimenti per recuperare falde in zona Macrolotto 1 e in zona Baciacavallo (dove le acque sono già depurate dall'impianto Gida). Secondo i dati a disposizione la falda pratese può accogliere circa 70-80 milioni di metri cubi d'acqua, superiore persino all'invaso di Bilancino, dal quale dipende attualmente il servizio idrico in tutta l'area metropolitana. Con i lavori nelle due falde potranno essere pompati circa 150-180 litri al secondo andando a coprire un fabbisogno pratese che ammonta a circa 950 litri. Prima che questa novità entri a regime, però, gli utenti pratesi beneficeranno di un lavoro di suddivisione in distretti del territorio comunale con la creazione di cabine sotterranee entro il 2014. «Dare pressione costante ai 7.000 chilometri della rete ha reso difficile far arrivare l'acqua nei punti più alti della città – ha spiegato D’Angelis – Con la nuova gestione, invece, si potrà dosare la pressione nelle tubature in base all'altitudine e l'acqua verrà garantita costantemente in ogni punto». L'esborso per la multiutility ammonta a circa 3 milioni di euro e grazie al suo assetto sociale – Spa e non municipalizzata – ha potuto inserire nel proprio bilancio spese ingenti per migliorare la rete dell'ambito senza sottostare ai vincoli del patto di stabilità interno previsto per gli enti locali. Senza costi aggiuntivi per gli utenti, i quali intanto possono contare nei casi di indigenza – basati sui parametri Isee – su un fondo di solidarietà recentemente raddoppiato da 500 mila a 1 milione di euro per accedere a tariffe agevolate con una franchigia di 50 litri al giorno.
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