Gioco
Tasse alle stelle per le imprese i dati dell'Unione industriale
Presentati i dati del quadriennio 2007-2011. Il peso delle imposte sull’utile sfora anche il 55%
L’Unione industriale pratese ha presentato i risultati dell’Osservatorio sui bilanci delle società di capitali dei settori distrettuali pratesi del tessile, abbigliamento e meccanotessile. L’analisi copre gli anni dal 2007 al 2011 ed è stata condotta su un insieme di 895 imprese attive nel 2007 e nel 2011; rappresenta quindi lo stato di salute attuale e l’evoluzione recente delle imprese in attività durante tutto il quinquennio.
Si è analizzata quindi la performance economica dei singoli comparti produttivi arricchita da un approfondimento sull’impatto della tassazione diretta sui bilanci delle imprese del distretto. “In questa analisi - ha detto il vicepresidente dell’Unione delegato per l’area studi, Andrea Tempestini - si colgono le peculiarità organizzative della filiera tessile pratese, in particolare la differenza tra produzioni in conto proprio e in conto terzi. Per quanto riguarda la ricerca - continua Tempestini – dai risultati emerge come il 2011 continui la ripresa iniziata nel 2010 in seguito alla forte caduta del 2009. Questo dimostra la capacità delle imprese del distretto di reagire e cogliere la ripresa”.
Nel 2011 i ricavi complessivi del distretto sono aumentati del +7,7% rispetto al 2010, considerando sia le attività tessili (filati, tessuti, altri tessili e lavorazioni conto terzi) che le attività non tessili (meccanotessile, confezioni, maglieria, accessori abbigliamento); nel 2010 erano aumentati rispetto al 2009 del +11,8%. Tuttavia il settore tessile non recupera i livelli di fatturato pre-2009 (-1,3% la variazione dei ricavi 2011 rispetto al 2007), mentre i settori non tessili migliorano le performances pre crisi (+12,8% la variazione del 2011 rispetto al 2007). Nel 2011 tra le imprese esaminate, cioè come già detto le attive nel 2007 e nel 2011, la percentuale di quelle che hanno chiuso in utile è salita al 73%: nel 2009 la percentuale era al 65%.
Tuttavia, il progressivo aumento nel 2010-2011 dei costi esterni, del costo del lavoro e delle imposte ha compresso la redditività erodendo i livelli di valore aggiunto. Il risultato che si è prodotto sull’utile netto è evidente e profondamente diversificato nei vari settori. Dall’approfondimento sugli effetti delle imposte sui bilanci è emerso che il livello della tassazione varia di pari passo con l'incidenza del costo del personale sul valore aggiunto. I due elementi consentono di documentare l'effetto penalizzante dell'Irap sulle imprese con più dipendenti. Il peso delle imposte sull’utile ante imposte nel 2011 va dal 34% dei produttori di accessori per abbigliamento al 55%, 56% e 57% rispettivamente per filature cardate, nobilitazione e meccano tessile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
