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Cravedi in bilico a un passo dalla meta

Cravedi in bilico a un passo dalla meta

Voci insistenti di un cambio al vertice dell’Azienda sanitaria ancora prima che venga inaugurato il nuovo ospedale

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PRATO. La voce, anticipata da Repubblica, rimbalza da Firenze e sembra fondata: Bruno Cravedi, direttore generale dell’Azienda sanitaria e presidente del Sior, il consorzio che si occupa della costruzione dei quattro nuovi ospedali toscani, potrebbe presto lasciare il posto a Monica Calamai, direttrice generale dell’Asl di Livorno. Ancora prima, e questo è il punto, dell’inaugurazione del nuovo ospedale di Galciana (prevista per il 23 settembre).

Verrebbe così interrotta, a un passo dalla meta, la linea di comando dell’Asl nella più importante opera pubblica della provincia.

Cravedi è vicino alla pensione e comunque è destinato a lasciare in tempi brevi, ma tutti si aspettavano che potesse portare a termine la delicata fase di transizione dal vecchio al nuovo ospedale, una fase che ha bisogno di un coordinamento puntuale.

L’ipotesi invece è che si proceda alla svelta a un cambio di direttore, con l’arrivo di Monica Calamai, la cui partenza da Livorno era già stata annunciata a novembre con un comunicato dell’assessore regionale alla Salute Luigi Marroni. Lo stesso Marroni, contattato dal Tirreno, ieri ha preferito non commentare queste voci e dunque manca una conferma ufficiale. Una sorta di “non confermo e non smentisco” che finisce per alimentare ancora di più l’ipotesi del cambio repentino.

L’alternativa è quella di uno scambio tra Prato e Livorno, con Cravedi che verrebbe pregato di lavorare ancora un paio di anni oltre la pensione per consentire l’operazione.

Bruno Cravedi ieri non era raggiungibile e dunque nemmeno da lui è stato possibile ottenere un commento su questa ipotesi.

Quel che è certo è che, al netto delle logiche politiche, dall’esterno questo tipo di decisioni appaiono poco comprensibili e poco razionali. Se siamo in dirittura d’arrivo con l’inaugurazione del nuovo ospedale, sembrerebbe sensato non cambiare i vertici dell’Asl fin quando la situazione non si sarà stabilizzata. Si dirà: ma è tutto già organizzato e predisposto, a questo punto non conta chi c’è al comando. Un’argomentazione che può esser valida sulla carta, ma non altrettanto nella pratica, visto che spostare un ospedale da un luogo all’altro può innescare problemi che non è sempre possibile prevedere con largo anticipo.

Ed è proprio in questi momenti che serve il coordinamento di qualcuno che conosca nei particolari la situazione dell’Azienda sanitaria. Quel qualcuno in questo momento è il direttore generale Bruno Cravedi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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