Sicurezza
Duecento firme in un’ora per dire no al trasferimento della Varvarito
E’ cominciata la raccolta delle adesioni alla petizione al circolo di Viaccia. Tra i firmatari il presidente della circoscrizione ovest Giovanni Mosca. «E’ una zona agricola che fa da cuscinetto a più paesi: non può essere trasformata in una zona industriale»
PRATO. E’ cominciata con il " botto" la raccolta di firme lanciata dai cittadini di Viaccia, al Circolo Arci La Libertà, la raccolta di firme per dire no al cambio di destinazione del terreno e quindi il trasferimento dell’azienda Varvarito. In circa un’ora sono state raccolte 200 firme. Per i residenti, entra nel dettaglio il presidente della circoscrizione Ovest Giovanni Mosca il trasferimento dell’azienda non ha senso dal momento che l’area «non è da considerarsi zona industriale visto che è una fascia agricola che si pone come cuscinetto fra gli abitati di Viaccia, Bagnolo e la zona industriale stessa».
I cittadini di Viaccia chiedono che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta a interrompere le procedure in corso per arrivare a una soluzione che non penalizzi la popolazione pratese e, a tal fine, chiedono che non sia intrapreso il percorso di variante al regolamento urbanistico.
«In qualità di presidente della Circoscrizione Ovest - commenta Mosca - oltre aver firmato la petizione popolare, ho espresso ai cittadini promotori di questa iniziativa, non solo il mio personale ringraziamento per l'impegno civile e democratico, ma anche un totale e pieno appoggio non solo dello scrivente , ma di tutti consiglieri di maggioranza della circoscrizione che si impegneranno a trovare altre adesioni».
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