Il Tirreno

Prato

Al capolinea il “Pecci Milano”

di Riccardo Tempestini
Al capolinea il “Pecci Milano”

La Regione non appare intenzionata a proseguire l’esperienza, il sindaco Cenni vorrebbe continuare

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PRATO. Il “Museo Pecci Milano” chiude i battenti il 15 giugno? A tutt’oggi parrebbe proprio di sì visto che in tale data finisce la mostra “Corpi in azione/, Corpi in visione” al via da giovedì 18 aprile, ma soprattutto a fine giugno scade il contratto con la proprietà del grande loft di Ripa di Porta ticinese 13. Si concluderebbe quindi definitivamente l’iniziativa promossa nel 2009 dall’allora presidente Valdemaro Beccaglia che trovò piena accoglienza nel governatore pratese Claudio Martini, che finanziò il progetto per tre anni . Per il primo era l’occasione giusta per promuovere l’attività del museo nella capitale italiana dell’arte contemporanea, per il secondo la una prestigiosa vetrina per presentare le eccellenze toscane, non solo culturali , ma anche economiche, in vista dell’ Expo milanese 2015. Poi le cose sono andate diversamente, soprattutto per la seconda opzione. Ma ecco come hanno risposto il presidente del Centro Pecci, nonché sindaco Roberto Cenni e il rappresentante della regione nel cda Angelo Formichella, visto che a fine giugno scade il contratto con la proprietà dello spazio del Pecci Milano. «Intanto vorrei prolungare il rapporto con la proprietà almeno fino alla fine dell’anno, tanto più che il museo non potrà svolgere appieno l’attività espositiva qui a Prato a causa del lavori nei due edifici, ma soprattutto perché ritengo il “Pecci Milano” un’occasione tutta da sfruttare anche a livello regionale , soprattutto in vista di Milano Expò 2015-continua Cenni- per questo l’invito la Regione a riprendere in considerazione la convenzione, magari sempre attraverso Toscana Promozione, per tornare a finanziare insieme lo spazio, perché da solo il museo non ce la può fare». Ed ora la domanda all’architetto Formichella: la Regione cosa vuol fare, visto che dall'anno scorso non ha rinnovato la  convenzione scaduta fra Toscana Promozione e il Centro Pecci  per la sede di Milano? «In questa fase storicamente molto delicata ritengo che dobbiamo concentrarci soprattutto sul Museo Pecci a Prato e sul rinnovato ruolo che questo dovrà assumere in Toscana- risponde il rappresentante della Regione nel cda- E' ovvio che una nuova rete di rapporti nazionali ed internazionali dovrà essere ricostruita intorno al Museo  ma è proprio per questo che ritengo che Milano al momento non ci serva. E' utile avere "un ministero degli esteri" se ancora non abbiamo "un ministero degli interni " ? Il problema del Pecci adesso è un po’ questo. Quando sarà il momento giusto poi decideremo che tipo di rapporti esterni ci servono e quali riteniamo più idonei:  Milano, Shanghai , New York ? Adesso, in mancanza di una piano artistico e gestionale futuro,  è prematuro dirlo, in ogni caso non sarà un problema per la Regione Toscana collaborare fattivamente per mettere in campo la miglior connessione esterna». Come conciliare le due linee di pensiero sul futuro del Pecci Milano, lo sapremo quanto prima, così come per le altra fondamentali problematiche a cominciare dal reperimento delle risorse per completare la nuova e per risistemare la vecchia struttura.

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