Sicurezza
La conciliazione è fallita precari di nuovo in guerra
Nessun risultato dall’incontro di ieri in prefettura tra Cgil, Cisl, Uil e il Comune Cenni: «Incontreremo i sindacati, faremo il possibile ma nel rispetto della legge»
PRATO. Nessun accordo: la battaglia dei precari della scuola pubblica continua e ancora con più determinazione.
Fallito l’incontro convocato in Prefettura ieri mattina per tentare una conciliazione al quale si sono presentate la delegazione del Comune composta da due dirigente tra i quali il responsabile del personale e i rappresentanti dei sindacati Funzione pubblica Cgil (Iorio), Uil (Mencacci) e Cisl (Cappelli). Nessuna delle richieste già avanzate dai sindacati in un documento inviato nei giorni scorsi al Comune è stata accolta. Dunque lo stato d’agitazione continua. «Ci incontreremmo lunedì - dicono i rappresentanti di Cgil, Cil e Uil - e decideremo il da farsi».
Il testa contro testa tra Comune e sigle sindacali riguarda il futuro di una sessantina di precari della scuola (42 bidelli e 21 insegnati di sostegno di asili e nidi) che a causa dei tagli imposti dalla Spending Review sulle spese per i contratti a tempo determinato - per il 2013 circa 600mial euro - rischiano il posto. O almeno di trasferirsi armi a bagagli dall’ombrello sicuro del pubblico a quello garantito ma più oneroso, per il lavoratore, delle cooperative. Il Comune, infatti, per mantenerli, esternalizzerà i servizi attraverso bandi che sono in confezione proprio in queste settimane.
Tre le richieste nette dei sindacati: rifare i conti da capo perchè i 600mila euro sarebbero accesivi; presentare da parte del Comune un piano di assunzioni a tempo indeterminato il più corposo possibile per abbattere la spesa sui precari; garanzie suo futuro dei sessanta precari che oggi si trovano nel tritacarne.
«E’ una legge che sconcerta anche noi: invece di salvare i precari alla fine li fa diventare quasi disoccupati». Il sindaco Roberto Cenni ha preso in mano la questione precari e ha intenzione, la prossima settimana di incontrare i sindacati assieme all’assessore alla Scuola Rita Pieri: «La nostra disponibilità a risolvere al meglio la situazione c’è - dice Cenni - con il massimo di buon senso di di trasparenza, ma è implicito che dobbiamo restare entro l’ambito che la legge nazionale ci impone». «Tutto quello che sarà possibile fare - continua - lo faremo ma mi sembrano speculazioni improprie quelle che parlano di servizi che verranno a mancare. Il nostro obiettivo - conclude - è proprio il contrario». Della stessa opinione è l’assessore Pieri: «Anzi - dice - ai lavoratori della scuola daremo più stabilità». I bandi infatti prevedono l’affidamento per tre anni consecutivi. Un’altra questione che lascia molto perplessi i sindacati: «Se nel frattempo le normative cambieranno - affermano - i lavoratori resteranno comunque imbrigliati in quel contratto».
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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