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Prato

Ridotte in appello le pene alla gang cinese

Ridotte in appello le pene alla gang cinese

Nessuno pagherà fino in fondo per il duplice omicidio di via Strozzi. I giudici: questa non è mafia

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PRATO. Alla fine forse nessuno pagherà fino in fondo per il duplice omicidio di Chen Minhui e Chen Hao Liang, i due giovani cinesi massacrati a colpi di machete il 17 giugno 2010 in via Strozzi da un commando di connazionali. Pochi giorni fa sono arrivati sì quattro ergastoli, ma a carico di altrettanti cinesi già tornati nel loro paese e che difficilmente si faranno rivedere nell’Unione europea. E ieri, al termine del processo di appello nei confronti di altri 16 imputati, i giudici hanno ridimensionato molto le condanne inflitte in primo grado. In particolare a due cinesi che erano stati accusati di concorso nell’omicidio: Xie Gaohui era già stato assolto in primo grado perché si era rivelata sbagliata un’intercettazione che lo accusava (ora ha preso due anni e 8 mesi per altri reati); mentre Chen Yong, condannato a 12 anni per il “concorso anomalo” nell’omicidio, si è visto assolvere dall’accusa più grave e ridurre la condanna a 8 anni e 6 mesi. Anche Li Hong Geng, ritenuto uno dei due padrini del gruppo criminale originario de l Fujan, più festeggiare perché anziché 11 anni e 4 mesi ne dovrà scontare “solo” nove. Ridotta la condanna anche all’unica donna del gruppo, Qian Ruo Fen: 8 anni e 4 mesi anziché 11 anni e 8 mesi. Ancora più marca la riduzione di pena per Zhang Meiqian, da 10 a 2 anni. Ovviamente soddisfatti gli avvocati difensori (tra cui Bonfante, Denaro, Stefanacci, Terranova, Bertei, Ciappi e Fioravanti). Un po’ meno il pubblico ministero, che aveva insistito perché venisse riconosciuta l’associazione a delinquere di stampo mafioso, ma anche stavolta, come in primo grado, i giudici della Corte d’assise d’appello non hanno riscontrato sufficienti elementi. Del resto sarebbe stata la prima volta: non si ricordano precedenti condanne di cinesi a Prato per l’articolo 416 bis.

Il gruppo smantellato da carabinieri e polizia nel 2011 aveva comunque un suo spessore criminale. Gli si contestavano ben 20 episodi di usura (ma molte di queste accuse sono cadute in appello) e altri di estorsione. Emigrati da Napoli a Prato, si presentavano come gregari di Mo Gui (Satana) e Ziao Ma (piccolo cavallo), nomi in grado di incutere timore nella comunità cinese.

Volevano prendere il controllo della comunità pratese, ma di fatto non ci sono riusciti, anche grazie alle indagini delle forze dell’ordine che hanno stroncato sul nascere le loro ambizioni. Se poi fosse davvero una mafia nascente, ancora non è possibile saperlo. (p.n.)

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