Sicurezza
Se calcio e rugby si cambiassero gli stadi
I tuttineri al Lungobisenzio e i biancazzurri al Chersoni con costI nettamente inferiorI rispetto a quelli previsti finora
PRATO. Stadio nuovo sì, stadio nuovo no. E in mezzo tante ipotesi e tante proposte a cominciare da quella del sindaco Roberto Cenni che ha annunciato la volontà dell’Amministrazione di far sorgere il nuovo stadio a Chiesanuova facendolo convivere con la già esistente pista di atletica. Ma Cenni, sorpreso dalle tante critiche ricevute, parte delle quali arrivate anche da una parte dei suoi consiglieri di maggioranza, si è spinto oltre, «chi ha proposte alternative da fare le faccia e verranno valutate».
E allora, come Tirreno, accogliamo l’invito del primo cittadino e facciamo una proposta: perchè non si ottimizzano gli attuali due maggiori impianti sportivi esistenti, invertendo le discipline? Ovvero, perchè non si concede l’uso del Lungobisenzio ai Cavalieri e l’uso dello stadio Chersoni all’Ac Prato? E’ chiaro ed evidente che non sarebbe uno scambio senza dover investire ma, i soldi da spendere per questa soluzione sarebbero estremamente inferiori rispetto a quelli previsti ora sia per realizzare un nuovo stadio sia per ristrutturare quello esistente.
Da una parte infatti c’è la cittadella della dello sport a Iolo che con un altro milione di euro di investimento potrebbe vedere la sua piena realizzazione con una struttura polivalente. Un impianto che attualmente può ospitare 2.500 spettatori ma che con una nuova tribuna potrebbe tranquillamente arrivare ai famosi 4.000 posti necessari per il calcio.
Se ad occupare il Lungobisenzio andasse il rugby invece, non sarebbero più necessari i 2,5 milioni di euro per ristrutturarlo per riottenere i collaudi. E questo perché, da una parte al rugby non serve uno stadio da 7.500 posti come è quello attuale, dall’altra non avrebbe bisogno di una tribuna per ospiti visto che non c’è rivalità nelle tifoserie e quindi la tribuna in tubi innocenti potrebbe essere definitivamente smantellata Infine, la stessa ristrutturazione delle tribune lato ferrovia potrebbe procedere con molta più calma nel tempo senza la spada di Damocle dell’avvio della stagione 2014-15.
In tutta questa operazione non verrebbe assolutamente toccato l’impianto dell’atletica leggera Mauro Ferrari con buona pace degli amanti di questa disciplina che hanno lottato per decenni prima di vederselo costruito (anche se va ancora completato).
Sul piatto della bilancia è evidente che c’è una parziale penalizzazione del Rugby club I Cavalieri che in questo momento si sta realizzando una struttura capace di autofinanziarsi ed ecco perché in favore della società di Fabrizio Tonfoni l’Amministrazione dovrebbe convogliare idee, progetti e finanziamenti per far sì che l’attuale Lungobisenzio possa diventare un’altra cittadella dello sport. Progetto possibile perchè non ci sarebbero i vincoli e le limitazioni che vengono imposte dalla Lega calcio e dalle commissioni di vigilanza.
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